Al Cinema Teatro San Timoteo una intensa giornata dedicata ai valori della giustizia e dell’impegno civile. Le testimonianze di Domenico Scordino e Nicola Francesco Catanese hanno emozionato i ragazzi del X Municipio

Casal Palocco (Rm) - “Educare alla legalità per essere donne e uomini liberi”. Non uno slogan, ma un impegno concreto affidato alle nuove generazioni. E' stato questo il cuore pulsante della giornata vissuta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Alessandro Magno, protagonisti di una manifestazione intensa e profondamente emozionante ospitata al Cinema Teatro San Timoteo di Casal Palocco.

Una mattinata fatta di musica, testimonianze, immagini, riflessioni e racconti autentici, costruita attorno a un messaggio forte: la legalità non è un concetto astratto né una parola da celebrare soltanto nelle ricorrenze, ma una scelta quotidiana che richiede coraggio, responsabilità e memoria.

I ragazzi protagonisti del progetto sulla legalità

A prendere parte all’iniziativa sono stati gli studenti delle classi terze dell’istituto del quartiere Axa, coinvolti in un percorso formativo dedicato ai temi della giustizia, dell’impegno civile e del contrasto alla criminalità.

L’evento ha alternato momenti artistici e testimonianze dirette, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e partecipazione dove i ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma parte attiva di un dialogo generazionale sul valore della libertà e della responsabilità individuale.

Le testimonianze degli uomini delle scorte di Falcone e Borsellino

Tra i momenti più intensi della giornata, quelli legati agli interventi di Domenico Scordino e Nicola Francesco Catanese, uomini che hanno vissuto in prima linea gli anni più drammatici della lotta alla mafia.

Scordino, Sovrintendente Capo Staffetta della volante di scorta del giudice Giovanni Falcone, e Catanese, Sovrintendente Caposcorta del giudice Paolo Borsellino, hanno raccontato ai ragazzi la quotidianità vissuta accanto ai due magistrati simbolo della lotta a Cosa Nostra.

Senza retorica, ma con parole semplici e dirette, i due testimoni hanno riportato alla memoria il dolore delle stragi di Capaci e via D’Amelio, nelle quali persero la vita Falcone, Borsellino e gli uomini e la donna delle rispettive scorte.

Un racconto umano prima ancora che storico, capace di lasciare un segno profondo nei giovani presenti.

La “Tazzina della Legalità” e il valore della condivisione

A intervenire è stato anche Sergio Gaglianese, presidente e fondatore dell’associazione culturale La Tazzina della Legalità.

L’associazione, nata a Catanzaro, promuove iniziative di sensibilizzazione contro la criminalità e a favore della cultura della legalità attraverso il coinvolgimento della società civile, delle istituzioni e del mondo associativo.

La metafora della “tazzina di caffè” come luogo di incontro, ascolto e condivisione è diventata simbolo di una legalità costruita attraverso relazioni autentiche e partecipazione collettiva.

Il messaggio di Piera Aiello e il racconto dell’ingiusta detenzione

Particolarmente toccante anche l’intervento di Marco Sorbara, vittima di ingiusta detenzione, che ha condiviso con gli studenti un messaggio inviato dalla testimone di giustizia Piera Aiello.

Nella lettera rivolta ai ragazzi, Aiello ha invitato i giovani a non avere paura, a scegliere sempre la verità e a considerare la legalità come unica strada possibile verso la libertà.

Un invito forte a custodire la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia e a trasformarla in responsabilità quotidiana.

Musica, emozioni e partecipazione

Ad accompagnare la manifestazione sono stati il Coro “InCanto Magno” e la “MagnoBand”, che con la musica hanno reso ancora più intenso il significato della giornata.

L’evento si è trasformato così in un’esperienza collettiva dove arte, memoria e formazione si sono intrecciate in modo naturale, coinvolgendo studenti, docenti, famiglie e istituzioni.

Il ruolo della scuola: “Educare alla legalità significa educare alla libertà”

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dirigente scolastica Graziella Cacciola, promotrice del progetto insieme ai docenti dell’istituto.

L’obiettivo educativo, spiegano gli insegnanti, è chiaro: formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere ogni giorno “da che parte stare”.

“Educare alla legalità – sottolineano dalla scuola – significa costruire donne e uomini liberi, responsabili e consapevoli”.