03/07/2012

Ostia, Bonelli: “No al mare in gabbia, sì al libero accesso degli arenili" (VIDEO)

Inserito in: Ostia
Presentato questa mattina il Manuale di autodifesa del bagnante, edizione 2012, dove i cittadini troveranno indicazioni utili per far rispettare i propri diritti al libero e gratuito accesso al mare.

No al mare in gabbia

Ostia - "Il 60% delle spiagge italiane oggi sono privatizzate e cementificate contro un media europea de 30-35%". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Manuale di autodifesa del bagnante, edizione 2012, svoltasi questa mattina al pontile di Ostia.  Il leader ecologista è tornato a denunciare la trasformazione del lungomare in un “lungomuro”.

 

 

Ormai”, ha detto Bonelli, “andare al mare sta diventando un lusso per gli italiani e un privilegio. Un diritto rubato a chi non può permettersi di pagare ombrellone e lettino”.  La spiaggia libera è diventata un miraggio mentre gli stabilimenti balneari continuano a fare affari d'oro pagando canoni di concessione irrisori. “Non molti sanno che uno stabilimento balneare di 8000 metri quadrati, che rende milioni di euro, paga un canone di 1,20 euro per metro quadro. Circa 10 mila euro l'anno, 800 euro al mese, ossia meno di quanto costa il fitto di un appartamento per una famiglia. Una vera e propria vergogna se si considera che ogni giorno il governo chiede sacrifici ai cittadini”, denuncia il presidente dei Verdi.
 

 

“L'Italia è l'unico paese al mondo in cui per andare al mare in alcune significative località come Roma viene imposto il pagamento di un biglietto d'ingresso, una vera e propria tassa sul mare”, continua il leader verde: “tutto questo nonostante la legge del 2006 che stabilisce il libero e gratuito accesso anche ai fini della balneazione dica il contrario. La non applicazione di questa legge ha portato alla quasi totale privatizzazione delle spiagge italiane."
 

 

"A Roma è stato promosso un referendum, insieme al presidente dei radicali Mario Staderini e Umberto Croppi, che prevede la raccolta di 50 mila firme per una consultazione da svolgersi nella prossima primavera. Per la prima volta una grande città italiana sarà chiamata ad esprimersi per eliminare il “lungomuro di cemento” che visivamente ha  rubato il mare ai cittadini. Durante la conferenza gli ecologisti hanno improvvisato un flash mob."

 

 

 
Autore: Maria Grazia Stella
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