Il 24 agosto 2016 il terremoto devastò Amatrice, Accumoli e numerosi comuni del Centro Italia. Metalli: “Ricostruire significa restituire futuro, fiducia e prospettive di sviluppo alle comunità colpite”

Amatrice – Sono trascorsi dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016, una delle tragedie più gravi della storia recente del Centro Italia. Alle 3:36 della notte, una violenta scossa colpì un'ampia area tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, devastando in particolare Amatrice e Accumoli.

A dieci anni di distanza, nel giorno dell'anniversario, arriva il ricordo di Massimiliano Metalli, responsabile del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Fratelli d'Italia Roma, che sottolinea il lavoro svolto nell'emergenza e il percorso della ricostruzione.

Terremoto di Amatrice, il lavoro dei Vigili del Fuoco

Nelle prime ore successive al sisma furono circa 1.000 i Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di soccorso. I pompieri operarono tra le macerie, nei centri rimasti isolati a causa di frane e smottamenti e nelle attività di assistenza e trasporto dei feriti.

Al termine della fase emergenziale furono 297 le persone salvate, mentre il bilancio complessivo delle vittime raggiunse 299 morti. I Vigili del Fuoco portarono inoltre a termine circa 215.000 interventi di soccorso.

Dieci anni dal terremoto, la ricostruzione dell'Appennino

Secondo Metalli, oggi il territorio del cratere sismico rappresenta “il più grande cantiere d’Europa”, con una ricostruzione che non riguarda soltanto abitazioni e infrastrutture.

L'obiettivo, sottolinea l'esponente di Fratelli d'Italia, è infatti quello di ricostruire il tessuto sociale ed economico delle comunità colpite dal terremoto, restituendo prospettive ai territori dell'Appennino.

Metalli: “Il ricordo delle vittime resta vivo”

“Sono trascorsi dieci anni da quella notte del 24 agosto 2016. Alle 3:36 una violenta scossa di terremoto colpì il Centro Italia, devastando Amatrice, Accumoli e numerosi comuni del Lazio, delle Marche, dell’Umbria e dell’Abruzzo.

Nelle prime ore successive al sisma erano già circa 1.000 i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di soccorso tra le macerie, nei centri rimasti isolati a causa di frane e smottamenti e nel trasporto dei feriti. Al termine dell’emergenza furono 297 le persone salvate, mentre 299 persero la vita. Complessivamente, i vigili del fuoco portarono a termine circa 215.000 interventi di soccorso.

Oggi il cratere sismico rappresenta il più grande cantiere d’Europa. E in questo grande cantiere non si stanno ricostruendo soltanto le abitazioni, gli edifici pubblici, le chiese e le attività produttive: si sta ricostruendo anche la vita di intere comunità, travolte da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città e territori.

A distanza di dieci anni, il ricordo di quei giorni resta vivo nella memoria collettiva. È vivo il ricordo delle vittime, delle comunità duramente colpite e di tutti coloro che, fin dalle prime ore, hanno lavorato senza sosta per portare soccorso e assistenza alla popolazione.

La ricostruzione è un impegno che il Governo Meloni continua a portare avanti con determinazione, concretezza e responsabilità. Ricostruire significa restituire all’Appennino futuro, fiducia e prospettive di sviluppo, sostenendo le comunità colpite dal sisma e creando le condizioni per una vera rinascita dei territori”.

Lo dichiara Massimiliano Metalli, responsabile del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Fratelli d’Italia Roma.