Roma, nasce “Sicurezza Accessibile Insieme”: Questura e Unione Ciechi unite per una giustizia davvero inclusiva
Di Maria Grazia Stella il 03/06/2026
Presentato il nuovo vademecum destinato agli agenti della Polizia di Stato. L’obiettivo è abbattere le barriere che le persone con disabilità visiva incontrano nella denuncia dei reati e nell’accesso ai servizi di polizia
Roma - Rendere la sicurezza un diritto realmente accessibile a tutti, senza distinzioni e senza barriere. E' questo l'obiettivo che ha ispirato la nascita di “Sicurezza Accessibile Insieme”, il nuovo vademecum realizzato dalla Questura di Roma in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Ets Aps, presentato ufficialmente questa mattina al Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.
L’iniziativa, illustrata dal Questore di Roma Roberto Massucci, rappresenta un importante tassello nel percorso di modernizzazione e inclusione dei servizi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità visiva che si trovano a interagire con le forze dell’ordine.
Un progetto nato dall’ascolto delle persone
Alla base del vademecum c’è un lungo lavoro di confronto e collaborazione tra la Questura di Roma e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Un percorso costruito partendo dall’esperienza concreta delle persone non vedenti e ipovedenti, chiamate a raccontare le difficoltà che possono emergere durante la presentazione di una denuncia o nel rapporto con gli uffici di polizia.
Dall’ascolto di queste esigenze è nato uno strumento operativo che punta a migliorare l’accoglienza, facilitare la comunicazione e uniformare le procedure, affinché ogni cittadino possa sentirsi accolto, compreso e tutelato indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche.
Il vademecum: indicazioni pratiche per gli operatori
“Sicurezza Accessibile Insieme” non è soltanto un opuscolo informativo, ma una vera guida pratica destinata agli agenti impegnati nelle attività di ricezione delle denunce.
Al suo interno trovano spazio raccomandazioni operative, buone pratiche e indicazioni concrete pensate per aiutare il personale della Polizia di Stato a gestire con maggiore consapevolezza e sensibilità il rapporto con le persone con disabilità visiva.
L’obiettivo è duplice: da una parte favorire un accesso più semplice e immediato alla giustizia e ai servizi di polizia, dall’altra elevare e rendere omogenei gli standard di accoglienza negli uffici della provincia di Roma.
A partire da oggi, infatti, il vademecum sarà distribuito in tutti gli uffici della Polizia di Stato della Capitale e del territorio provinciale.
Pisani: “Un modello virtuoso da estendere a tutta Italia”
Nel corso della presentazione, il Capo della Polizia Vittorio Pisani ha sottolineato il valore dell’iniziativa, definendola un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e società civile.
Pisani ha evidenziato come il progetto rappresenti un modello virtuoso capace di trasformare i principi dell’inclusione in strumenti operativi concreti, auspicando che il vademecum possa presto essere adottato anche dagli uffici di polizia del resto del Paese.
Un riconoscimento importante che conferma la portata nazionale di un’esperienza nata a Roma ma destinata a diventare un punto di riferimento per tutta l’amministrazione della pubblica sicurezza.
L’apprezzamento dell’Unione Italiana dei Ciechi
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Mario Barbuto, che ha accolto con favore il risultato raggiunto.
Secondo Barbuto, il progetto interpreta pienamente la missione dell’associazione, da sempre impegnata nella promozione dell’autonomia, dell’uguaglianza e della piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale e civile del Paese.
Una sicurezza più vicina ai cittadini
L’iniziativa della Questura di Roma rappresenta molto più di un semplice aggiornamento procedurale. E' il segnale di una crescente attenzione verso i diritti delle persone e verso la costruzione di istituzioni sempre più inclusive.
Garantire la sicurezza significa anche assicurare a ogni cittadino la possibilità di accedere senza ostacoli alla tutela dei propri diritti. E in questo percorso, l’ascolto, la formazione e la collaborazione diventano strumenti fondamentali per costruire una società più equa, accessibile e vicina alle esigenze di tutti.

