Nel cuore del quadrante tra Dragona e Dragoncello cresce l’allarme dei residenti per il degrado del Parco del Drago. Dopo la caduta di un grande pino a ridosso delle abitazioni, associazioni e comitati denunciano anni di immobilismo istituzionale: “Nessuno interviene, mentre i rischi aumentano”

Dragoncello (Rm) - Tra i quartieri di Dragoncello e Dragona, nell’entroterra del X Municipio di Roma, il Parco del Drago rappresenta da tempo una delle poche grandi aree verdi a disposizione del territorio. Un patrimonio ambientale prezioso, segnato dalla presenza di alberi e di rilevante valore naturalistico, che oggi però versa in condizioni di crescente abbandono.

A lanciare l’allarme sono i cittadini della Rete Civica Parco del Drago, realtà che riunisce l’associazione Curtis Draconis e diversi comitati locali. La denuncia è netta: da anni la gestione dell’area sarebbe bloccata in un intricato rimpallo di competenze tra Comune di Roma, Dipartimento Urbanistica, Dipartimento Ambiente e Municipio X.

Assistiamo da troppo tempo a uno scaricabarile inaccettabile – spiegano i residenti – mentre il parco resta senza manutenzione e senza un soggetto che se ne assuma concretamente la responsabilità”.

Il nodo proprietà e il limbo burocratico

Secondo quanto riferito dai comitati, il Parco del Drago sarebbe un’area privata inserita in una più ampia vicenda urbanistica mai conclusa. Il concessionario incaricato di realizzare un progetto edilizio si sarebbe fermato da anni. Da una parte, il concessionario sostiene di aver già trasferito l’area al Comune; dall’altra, l’amministrazione capitolina affermerebbe di non poter prendere in carico il parco finché la situazione amministrativa non sarà definitivamente chiarita.

Il risultato, denunciano i cittadini, è uno solo: nessuno interviene.

Un vuoto gestionale che pesa sia sulla fruibilità del parco, di fatto sottratto alla cittadinanza, sia sulla sicurezza dell’area, dove il patrimonio arboreo continuerebbe a deteriorarsi senza controlli e manutenzione ordinaria.

L’albero caduto e la paura dei residenti

A rendere ancora più concreta la preoccupazione è quanto accaduto nella notte tra il 30 e il 31 marzo, quando un pino di grandi dimensioni è crollato nei pressi della zona abitata.

Un episodio che, per chi vive nel quartiere, ha trasformato un timore diffuso in una minaccia reale. “I rischi non sono più teorici”, ribadiscono i residenti, sottolineando la presenza di altri alberi ritenuti pericolanti in prossimità delle abitazioni e dei percorsi frequentati quotidianamente da famiglie e passanti.

Segnalazioni senza risposta

Dopo l’episodio, il 31 marzo e il 14 aprile sono state inviate segnalazioni formali al Municipio X e al Dipartimento Tutela Ambiente, con la richiesta di interventi urgenti di messa in sicurezza.

Ad oggi, riferiscono dalla Rete civica, l’unica risposta sarebbe arrivata dal Dipartimento Ambiente, che avrebbe dichiarato la propria incompetenza rimandando la questione al Municipio X.

Per i comitati si tratta dell’ennesima conferma di un meccanismo ormai insostenibile: “Le istituzioni continuano a rimpallarsi competenze e responsabilità, mentre il problema resta fermo e i pericoli aumentano”.

Estate alle porte, cresce il rischio incendi

Oltre alla questione degli alberi instabili, c’è un altro fronte che preoccupa i residenti: quello della prevenzione incendi. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, la presenza di vegetazione secca, sterpaglie e aree non curate potrebbe aumentare il rischio di roghi.

Il degrado, spiegano i cittadini, rende inoltre alcune zone sempre meno controllabili e più esposte ad abbandono di rifiuti o comportamenti illeciti.

Le richieste dei cittadini

La Rete Civica Parco del Drago chiede ora un cambio di passo immediato e indica alcune priorità precise:

individuazione chiara del soggetto responsabile della gestione;
interventi urgenti di messa in sicurezza;
pulizia straordinaria dell’area e prevenzione incendi;
gestione temporanea del parco fino alla definizione della vertenza;
comunicazioni pubbliche trasparenti e tempi certi.

“Un’amministrazione attenta al benessere dei cittadini e alla tutela dell’ambiente dovrebbe affrontare subito questa emergenza – sottolineano dall’associazione Curtis Draconis – invece continuiamo a non ricevere né risposte chiare né indicazioni sui tempi”.

“La sicurezza non può aspettare”

Il messaggio finale dei residenti è diretto e senza sfumature: il tempo delle attese è finito.

“La sicurezza dei cittadini non può essere rimandata: ora servono responsabilità, non rimpalli”.