Ostia, allarme nella Pineta Acque Rosse: fallanze fino al 75%, esposto alla Corte dei conti e alla Finanza
Di Redazione il 29/09/2026
Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X Giuseppe Conforzi chiede verifiche sul progetto Pnrr di riforestazione. Nel sopralluogo del 22 settembre indicate fallanze stimate tra il 70 e il 75% nel lotto grande e del 100% nel lotto piccolo. Sotto esame anche cure colturali, irrigazioni, sostituzioni e rendicontazione delle risorse pubbliche

Ostia (Rm) – La riforestazione Pnrr della Pineta delle Acque Rosse finisce all’attenzione della Corte dei conti e della Guardia di Finanza. Giuseppe Conforzi, consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha presentato un esposto chiedendo verifiche sullo stato dell’intervento e sulla gestione delle risorse pubbliche destinate al progetto.
L’iniziativa riguarda il progetto RM01 “Litorale Romano centro-settentrionale” e arriva dopo l’acquisizione, attraverso un accesso agli atti, di documentazione relativa all’andamento della forestazione.
L’esposto, inviato il 25 settembre 2026 alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio e al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, è stato trasmesso anche alle strutture competenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Città Metropolitana di Roma Capitale, a Roma Capitale, al Municipio X, alla Regione Lazio e alla Polizia Locale.
Pineta Acque Rosse, nel 2025 mortalità vicina al 50%
Al centro della segnalazione ci sono innanzitutto i numeri riportati nella documentazione acquisita dal consigliere.
Secondo quanto riferisce Conforzi, nel 2025 un campione di 2.277 piante avrebbe restituito un quadro con 1.146 esemplari vivi e 1.131 morti, quindi con una mortalità vicina al 50%. La Direzione Lavori avrebbe inoltre quantificato in 9.009 le piante da sostituire nell’area delle Acque Rosse.
Dati che si inseriscono in un progetto di riforestazione molto più ampio: nell’area erano state messe a dimora decine di migliaia di piante nell’ambito degli interventi finanziati attraverso il Pnrr.
Sopralluogo del 22 settembre: fallanze stimate fino al 75%
E' però il sopralluogo congiunto del 22 settembre 2026 a restituire, secondo quanto riportato nell’esposto, il dato più recente e delicato.
Nel verbale sarebbero indicate fallanze stimate tra il 70 e il 75% nel lotto grande, mentre per il lotto piccolo comparirebbe l’annotazione “fallanze 100%”. La situazione descritta dal sopralluogo è stata riportata anche nelle cronache sulla vicenda.
Conforzi precisa tuttavia che queste percentuali non rappresentano necessariamente un nuovo censimento analitico, effettuato pianta per pianta. Ed è proprio per determinare l’effettiva consistenza delle perdite che il consigliere chiede un accertamento degli organismi competenti.
“Non spetta a me stabilire responsabilità – sottolinea Conforzi – e infatti nell’esposto non attribuisco condotte illecite a nessuno”.
La richiesta è invece quella di stabilire con precisione quante piante siano attualmente vive, quante morte e quante debbano essere sostituite.
Irrigazioni, manutenzione e trinciature: chieste verifiche
L’esposto prende in considerazione anche le attività svolte dopo la messa a dimora delle piante.
Nella documentazione acquisita, riferisce il capogruppo di FdI, sarebbero presenti contestazioni relative alle cure colturali, alle irrigazioni, al materiale vivaistico e alle operazioni di trinciatura.
In particolare, nel corso del 2026 la Direzione Lavori avrebbe contestato modalità di contenimento della vegetazione che avrebbero interessato anche alcune giovani piante forestali e gli shelter utilizzati per proteggerle. Ulteriori criticità avrebbero riguardato le irrigazioni e altre attività manutentive.
Conforzi chiede quindi di verificare se le prescrizioni impartite dalla Direzione Lavori siano state rispettate, se le cure previste siano state eseguite correttamente e se il materiale vivaistico impiegato fosse conforme.
Riforestazione Pnrr, verifiche anche sulle risorse pubbliche
C’è poi il capitolo economico. Tra gli atti acquisiti figura, secondo quanto riportato nel comunicato, un certificato di pagamento datato 17 giugno 2025 per 485.955,97 euro.
Conforzi precisa che l’esistenza del certificato non viene considerata di per sé prova dell’effettivo trasferimento dell’intera somma. Per questo chiede agli organi destinatari dell’esposto di verificare la corrispondenza tra le lavorazioni effettivamente realizzate e gli importi contabilizzati, certificati, liquidati o eventualmente pagati.
Gli accertamenti richiesti riguardano anche l’eventuale applicazione di penali, trattenute e garanzie, oltre alla corretta rendicontazione del progetto finanziato con risorse Pnrr.
Conforzi: “Fare piena chiarezza sulle risorse Pnrr”
Un altro nodo riguarda le sostituzioni delle piante che non hanno attecchito e, soprattutto, chi debba sostenerne economicamente il costo.
“Il punto essenziale è verificare che le risorse pubbliche e Pnrr siano state correttamente tutelate”, afferma Conforzi, che chiede di accertare se il ripristino delle fallanze sia stato posto a carico del soggetto obbligato contrattualmente e se dalla situazione siano derivati, o possano derivare, ulteriori costi per la pubblica amministrazione.
L’esposto chiede infine di verificare l’eventuale esistenza di un pregiudizio economicamente quantificabile per le risorse pubbliche nazionali o europee.
Al momento si tratta di richieste di accertamento avanzate dal consigliere municipale: l’esposto non equivale all’accertamento di irregolarità o responsabilità, che restano eventualmente da verificare da parte degli organismi competenti.
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