I consiglieri regionali Marietta Tidei e Claudio Marotta sostengono la proposta di legge popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Al centro del confronto, la richiesta di procedure chiare sul fine vita e il richiamo alla dignità delle persone

Roma - Il tema del fine vita riapre il confronto politico nel Lazio. Con l’avvio ufficiale della campagna di raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, torna sotto i riflettori la richiesta di una normativa capace di disciplinare in modo chiaro tempi, modalità e procedure per l’accesso a un diritto già oggetto di pronunce della Corte Costituzionale.

A intervenire sono i consiglieri regionali Marietta Tidei (Italia Viva) e Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), che annunciano il loro sostegno alla mobilitazione promossa dall’Associazione Luca Coscioni.

“Un atto di civiltà e responsabilità”

“La raccolta firme per la proposta di legge regionale ‘Liberi Subito’ promossa dall’Associazione Luca Coscioni è un atto di civiltà e responsabilità”.

Con queste parole Tidei e Marotta definiscono l’iniziativa, sottolineando la necessità che la Regione si doti di strumenti normativi certi.

“Sosteniamo con convinzione questa iniziativa: la Regione Lazio deve dotarsi di procedure chiare per rendere esigibile un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale, evitando che cittadine e cittadini siano costretti a cercare risposte altrove”.

Il riferimento è alle difficoltà che, secondo i promotori, molte persone incontrano nell’ottenere risposte uniformi sul territorio nazionale.

La richiesta: discussione in Commissione e in Aula

I due consiglieri puntano il dito contro la maggioranza di centrodestra alla Pisana, accusata di non aprire il confronto sul tema.

E' un percorso che stiamo seguendo anche qui in Consiglio regionale. Purtroppo la destra regionale nega il confronto. Noi vorremmo solamente che venisse discussa nelle sedi opportune, prima in Commissione Sanità e poi in Consiglio regionale la legge già depositata”.

Una richiesta che mira a riportare il dibattito nelle sedi istituzionali, superando rinvii e contrapposizioni ideologiche.

La spinta della mobilitazione popolare

Tidei e Marotta spiegano che il nuovo percorso legislativo potrà contare non solo sull’azione dei gruppi di opposizione, ma anche sul sostegno diretto dei cittadini attraverso la raccolta firme.

“Insieme all’associazione Luca Coscioni sosterremo l’istruttoria di una nuova proposta di legge, ma questa volta arriverà in Consiglio non solo per il lavoro che potremo fare noi consiglieri di opposizione, ma anche per la spinta della mobilitazione popolare”.

Un messaggio che punta a trasformare il consenso sociale in pressione politica.

“Dignità, laicità e uguaglianza”

Nei prossimi giorni i promotori annunciano iniziative in tutto il territorio regionale.

“Da oggi saremo impegnati su tutto il territorio e in tutte le province del Lazio per sostenere questa battaglia, raccogliere le firme e far aprire le orecchie a questa destra che invece si nasconde dietro un dito e non affronta temi sensibili che hanno a che fare con la dignità e l’esistenza di ognuno e ognuna di noi”.

E ancora: “Abbiamo il dovere di dare risposte certe, nei tempi previsti, senza lasciare le persone sole di fronte a scelte così drammatiche. È una battaglia di laicità, di dignità e di uguaglianza nell’accesso alla salute”.

Un tema che interroga istituzioni e coscienze

Il fine vita resta uno dei nodi più delicati del dibattito pubblico italiano, sospeso tra profili giuridici, etici, sanitari e personali. La campagna avviata nel Lazio riporta al centro una domanda di fondo: può un diritto riconosciuto in linea di principio restare senza strumenti concreti per essere esercitato?

La risposta, ancora una volta, passa dalla politica e dalla capacità delle istituzioni di affrontare senza rinvii una delle questioni più profonde del nostro tempo.

Foto: Associazione Luca Coscioni