Trasportava oltre un chilo tra cocaina, eroina e marijuana: arrestato dopo i controlli in aeroporto

Ciampino (Rm) - E' stato fermato appena atterrato all’aeroporto di Ciampino, proveniente da Charleroii, in Belgio, ma dietro un viaggio apparentemente ordinario si nascondeva un carico di droga occultato nel modo più rischioso.

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato un uomo durante i controlli nell’area degli arrivi internazionali, insospettiti dal suo atteggiamento.

Alle domande di rito, il passeggero avrebbe fornito risposte vaghe e contraddittorie, mostrando un evidente stato di agitazione che ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti.

Il trasporto nel corpo: oltre un chilo di stupefacenti

I sospetti si sono rivelati fondati. L’uomo è stato accompagnato presso l’ospedale Sant’Eugenio, dove gli esami diagnostici hanno confermato la presenza di numerosi corpi estranei nel tratto gastro-intestinale.

Nel corso delle procedure mediche sono stati recuperati 100 ovuli contenenti sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, eroina e marijuana, per un peso complessivo superiore al chilogrammo.

Una modalità di trasporto estremamente pericolosa, non solo per la gravità del reato ma anche per i rischi sanitari legati alla possibile rottura degli involucri all’interno dell’organismo.

L’arresto e le accuse

Al termine delle cure e una volta dimesso dall’ospedale, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso il carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Dovrà rispondere dell’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, uno dei reati più gravi in materia di narcotraffico.

I controlli negli aeroporti: una rete di sicurezza

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Guardia di Finanza negli scali aeroportuali e portuali italiani, finalizzato a contrastare i traffici illeciti e le rotte internazionali della droga.

Controlli mirati che, grazie anche all’analisi dei comportamenti sospetti, continuano a rappresentare uno strumento fondamentale per intercettare i cosiddetti “corrieri della droga”.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, l’indagato deve essere considerato presunto innocente.