Furti e intrusioni nelle sedi operative dei Vigili del Fuoco accendono l’allarme sicurezza. Massimiliano Metalli (Fratelli d’Italia – Roma) sollecita misure strutturali, tecnologiche e organizzative per tutelare il personale e salvaguardare attrezzature essenziali, chiedendo standard minimi obbligatori e un monitoraggio permanente

Roma – Furti mirati, intrusioni ripetute, attrezzature operative sottratte. Un quadro che desta forte preoccupazione e che mette a rischio non solo il patrimonio pubblico, ma soprattutto l’incolumità di chi ogni giorno è chiamato a intervenire nelle emergenze. A lanciare l’allarme è Massimiliano Metalli, responsabile del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Fratelli d'Italia – Roma.

“Una priorità non più rinviabile”

“La sicurezza del personale e delle sedi operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta una priorità non più rinviabile”, afferma Metalli. Le recenti e ripetute intrusioni da parte di ignoti – spesso finalizzate al furto di attrezzature essenziali per il soccorso – “destano forte allarme”.

Secondo Metalli, alcuni episodi si sarebbero verificati persino in presenza di personale in servizio, esponendo i lavoratori a potenziali situazioni di pericolo e confermando “una preoccupante recrudescenza di fenomeni criminali”.

Presidi temporaneamente scoperti: il nodo operativo

C’è poi un elemento strutturale che aggrava il problema. “Per esigenze operative legate agli interventi di soccorso – spiega Metalli le sedi possono temporaneamente rimanere prive di presidio”. Una condizione inevitabile per un servizio di emergenza, ma che rende ancora più urgente l’adozione di sistemi efficaci di prevenzione e protezione.

La sottrazione di strumenti non è solo un danno economico: rallenta gli interventi, compromette la capacità di risposta e mette in pericolo cittadini e operatori.

La richiesta: misure strutturali, tecnologiche e organizzative

Da qui l’appello diretto al Dipartimento dei Vigili del Fuoco affinché, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla protezione dei beni pubblici, “siano tempestivamente adottate misure strutturali, tecnologiche e organizzative idonee a garantire la sicurezza del personale e la salvaguardia del patrimonio dello Stato”.

Tra le ipotesi sul tavolo: adeguamenti infrastrutturali, sistemi di videosorveglianza e allarme, controlli degli accessi, procedure organizzative più robuste.

Standard minimi e risorse dedicate

Metalli chiede inoltre l’avvio di iniziative normative e regolamentari per definire standard minimi obbligatori di sicurezza per tutte le sedi operative del Corpo. Standard che dovrebbero essere accompagnati da risorse finanziarie adeguate e da un sistema di monitoraggio permanente, capace di verificare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.

Indagini mirate e contrasto alla criminalità

Accanto alla prevenzione, serve il contrasto. “Si sollecita l’attivazione di mirate attività di polizia giudiziaria – conclude Metallifinalizzate all’accertamento delle responsabilità e al contrasto dell’eventuale operatività di organizzazioni criminali sul territorio”.

Un doppio binario, dunque: sicurezza strutturale e azione repressiva. Perché proteggere chi protegge è una responsabilità dello Stato e una garanzia per l’intera collettività.