Case ex Enasarco, la protesta dei residenti: “No all’acquisizione calata dall’alto”
Di Maria Grazia Stella il 31/01/2026
Flash mob sabato 31 gennaio a San Basilio. Comitati e proprietari contro il piano di Roma Capitale. Il sostegno del consigliere capitolino Fabrizio Santori
Dragoncello (Rm) - Da Dragoncello al Nuovo Salario, passando per San Basilio: cresce la mobilitazione dei residenti contro l’acquisizione di centinaia di appartamenti ex Enasarco da parte di Roma Capitale.
Sabato 31 gennaio, alle ore 15, i comitati e le associazioni dei proprietari scenderanno in piazza con un flash mob in via Pollenza, angolo via Casale di San Basilio, per denunciare una scelta che definiscono “imposta”, priva di trasparenza e senza un reale confronto con i cittadini coinvolti.
La protesta nasce da un fronte ampio e trasversale, che unisce famiglie proprietarie di casa, comitati civici e residenti preoccupati per le ricadute sociali ed economiche dell’operazione.
Le ragioni del “no”: case svalutate e conflitti sociali
Nel mirino dei comitati c’è l’acquisizione coatta degli alloggi ex Enasarco, destinati a diventare edilizia residenziale pubblica. “Parliamo di famiglie che hanno acquistato casa a prezzi di mercato – spiegano i promotori – spesso con mutui ancora in corso, e che oggi si ritrovano esposte a un deprezzamento forzato degli immobili, a nuovi conflitti sociali e a un peggioramento della vivibilità nei condomìni”.
Il timore è che la creazione di “condomìni misti imposti”, senza adeguata programmazione e servizi, finisca per scaricare sui residenti le conseguenze di scelte politiche ritenute sbagliate.
“Non contro il diritto alla casa, ma contro questo modello”
I comitati tengono a precisare la loro posizione: “Non siamo contro il diritto alla casa, ma contro un modello che scarica gli effetti di decisioni opache su chi ha già pagato il prezzo più alto”. Da qui le richieste avanzate all’Amministrazione capitolina, ossia la sospensione immediata dell’operazione; la piena trasparenza su criteri e assegnazioni; l’apertura di un confronto reale con i cittadini e la tutela dei residenti e del valore delle abitazioni.
Un’agenda chiara che punta a rimettere al centro il dialogo e a evitare scelte unilaterali.
Il flash mob a San Basilio
Il presidio di oggi rappresenta un momento simbolico ma determinato. “Scendiamo in piazza per far sentire una voce che il Comune continua a ignorare” spiegano gli organizzatori. La scelta di San Basilio non è quindi casuale: è uno dei territori direttamente interessati dall’operazione e uno dei più sensibili sul fronte dell’equilibrio sociale.
Il sostegno politico: Santori al fianco dei residenti
Alla protesta ha annunciato la sua partecipazione Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina. “Esprimo il mio pieno sostegno e sarò in piazza con i comitati – dichiara – per dire ancora una volta no all’acquisizione coatta degli alloggi ex Enasarco”.
Secondo Santori, l’operazione promossa dalla giunta guidata dal sindaco Gualtieri rappresenta “una scelta arrogante, calata dall’alto, che colpisce famiglie perbene trasformandole nei danni collaterali di una politica abitativa ideologica”.
“Un’operazione opaca che va fermata”
Il consigliere capitolino rincara la dose: “Non siamo davanti a una normale politica sociale, ma a un’operazione che rischia di creare tensioni, svalutazione degli immobili e nuovi contenziosi. I numeri parlano chiaro: troppe assegnazioni fuori graduatoria e troppe promesse fatte, mentre migliaia di famiglie aspettano da anni una risposta”.
Da qui l’appello a fermare il piano e ad aprire “un confronto vero, ripristinando trasparenza e legalità”.
Una partita aperta tra diritto alla casa e diritto alla proprietà
La protesta dei residenti riporta al centro un nodo delicato: l’equilibrio tra diritto all’abitare e tutela della proprietà privata, tra politiche sociali e coesione dei quartieri. “Difendere il diritto alla casa – conclude Santori – non significa calpestare quello alla sicurezza, alla dignità e al valore delle abitazioni. Roma non può essere governata contro i romani”.
Il flash mob di sabato segna un passaggio importante di una vertenza che promette di far discutere ancora a lungo.

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