Agosto, 'Ostia mia non ti riconosco'. Una stagione balneare tesa alla riqualificazione ma il Lido di Roma registra calo di presenze e carenza di servizi
Di Redazione il 03/08/2026
Dal Parco del Mare alle demolizioni dello Shilling e dello Sporting, passando per il caso Il Corsaro e le spiagge libere. Il 2026 è l'anno della trasformazione del litorale romano, ma gli operatori chiedono regole certe per rilanciare Ostia.
Ostia - Il mare di Roma sta cambiando volto. Mai come quest'anno il litorale è stato interessato contemporaneamente da demolizioni, cantieri, nuove spiagge libere, gare pubbliche per gli stabilimenti e i chioschi e grandi progetti di riqualificazione. Un cambiamento profondo che guarda al futuro, ma che nella stagione balneare in corso sta lasciando inevitabili ripercussioni sul presente.
Tra gli operatori del settore il sentimento prevalente sembra essere quello dell'incertezza. Molti raccontano di un'estate meno brillante delle aspettative, con presenze ritenute inferiori agli anni passati anche durante diversi fine settimana. Non esistono dati ufficiali che colleghino direttamente questo andamento alle vicende amministrative del litorale, ma tra imprenditori e concessionari è diffusa la convinzione che il clima di continua trasformazione abbia inciso anche sulla percezione turistica di Ostia.
Il Parco del Mare: il progetto che cambierà il lungomare
A rappresentare il simbolo del futuro è il Parco del Mare, il più importante intervento di riqualificazione del waterfront degli ultimi decenni.
Il progetto prevede la rigenerazione ambientale di oltre 7,4 chilometri di lungomare, con un primo investimento di circa 24 milioni di euro, nuove piste ciclabili, percorsi pedonali, aree verdi, dune naturali e un nuovo assetto della mobilità. I lavori, coordinati da Anas, accompagneranno Ostia fino al 2028.
Prima dell'effettivo avvio del cantiere non sono però mancate le polemiche. L'installazione del cartello di inizio lavori aveva suscitato dubbi e proteste da parte di alcuni cittadini e comitati, che evidenziavano come sul posto non fossero ancora visibili mezzi e operai. Nei giorni successivi sono poi partite le prime azioni, confermando l'avvio dell'opera.
Demolizioni: dallo Shilling allo Sporting. In attesa di conoscere le sorti del Kursaal, simbolo di Ostia
Parallelamente procedono gli interventi di riordino del demanio marittimo.
Le ruspe hanno già interessato l'ex Shilling, storica struttura destinata a lasciare spazio a una nuova spiaggia libera. Nei prossimi mesi dovrebbe arrivare anche il turno dello Sporting, dove si sono registrati incendi in questi giorni, altro simbolo del lungomare destinato alla demolizione nell'ambito del programma di riqualificazione promosso da Roma Capitale.
Intanto il comune ha dichiarato che si occuperà dello stabilimento Kursaal, il biglietto da visita di Ostia, ormai totalmente degradato, uno stabilimento che per essere salvato avrà bisogno di ingenti investimenti, intanto l'assossorato al Patrimonio dice di essere in crca di una soluzione immediata.
Operazioni che segnano una netta discontinuità con il passato e che puntano a restituire porzioni di arenile alla libera fruizione, modificando profondamente l'aspetto del waterfront.
Il caso Il Corsaro e i bandi annuali
A rendere ancora più delicato il quadro c'è anche la questione delle concessioni balneari.
La recente sentenza del TAR sullo stabilimento Il Corsaro ha confermato la legittimità della scelta del Campidoglio di ricorrere a gare temporanee per garantire la stagione balneare, ma ha annullato l'aggiudicazione del lotto per errori nella valutazione dell'offerta tecnica, imponendo una rivalutazione della procedura. Un episodio che dimostra come la fase amministrativa sia ancora tutt'altro che conclusa e continui a generare incertezza.
Spiagge libere: più accesso al mare, ma servizi da consolidare
Il volto delle spiagge è cambiato anche grazie all'ampliamento degli arenili destinati alla libera fruizione.
Accanto alle aree affidate con servizi di salvataggio, pulizia e punti ristoro, restano tratti completamente liberi, dove la presenza di servizi è ridotta o assente. Una scelta che punta a rendere il mare più accessibile, ma che richiede un'organizzazione sempre più efficiente per garantire sicurezza, decoro e qualità dell'accoglienza.
Gli operatori: "Serve una prospettiva"
Se da una parte nessuno mette in discussione la necessità di riqualificare il litorale, dall'altra gli imprenditori evidenziano le difficoltà di programmare il futuro con concessioni limitate a una sola stagione.
Investire in nuove strutture, assumere personale, organizzare eventi o pianificare interventi di miglioramento diventa inevitabilmente più complesso quando manca una prospettiva pluriennale.
È per questo che molti operatori auspicano che il 2026 venga ricordato come un anno di passaggio. L'obiettivo è arrivare alla stagione 2027 con un quadro amministrativo finalmente definito, bandi di durata più lunga e regole certe, capaci di garantire stabilità a chi investe e qualità dei servizi per cittadini e turisti.
La sfida del rilancio
Il Parco del Mare, le demolizioni degli stabilimenti non più recuperabili, il riordino delle concessioni e la nascita di nuove spiagge libere rappresentano tasselli di una trasformazione destinata a cambiare il volto di Ostia.
La vera sfida, però, sarà fare in modo che questa fase di transizione non lasci ferite permanenti sul tessuto economico del litorale. Perché se il futuro promette un mare più moderno, sostenibile e accessibile, il presente continua a chiedere certezze.
Ed è proprio da queste certezze che, secondo gli operatori, dovrà ripartire il rilancio del mare di Roma.
(foto archivio Ostiatv.it)

