23/02/2016

Scoperta un’antica tomba grazie al furto 'maldestro' dei ‘tombaroli’

Inserito in: Arte
La tomba ‘a buca’, inviolata, risalente all’VIII secolo a.C., si trova in località Poggio Mengarelli, in un territorio ricco di testimonianze storico-archeologiche. Tutto il corredo tombale sarà esposto presso il museo del Parco di Vulci il prossimo 16 aprile, quando riaprirà i battenti. Sarà possibile visitare anche la tomba della Sfinge. Dalla Regione in arrivo un finanziamento di 250mila euro

Tomba a buca - febbraio 2016

Viterbo – Scoperta un’antica tomba, praticamente inviolata, risalente all’VIII secolo a.C. grazie ad un tentativo di furto maldestro messo in atto da alcuni tombaroli.


I TOMBAROLI - I tombaroli hanno agito di notte, in località Poggio Mengarelli, scrigno di un’antica necropoli, lasciando dietro di sé, come tracce del tentativo di un saccheggio evidentemente non andato a buon fine, una grande fossa di terra smossa piena di frammenti della copertura tombale. E’ subito intervenuta la Soprintendenza archeologica della Regione Lazio, in collaborazione con l’Ente di Parco di Vulci, che ha predisposto un accurato scavo di recupero.


LA TOMBA - La tomba a fossa, costruita con blocchi di tufo locale, conteneva ancora il corredo funebre. Tra questi un bel cratere baccellato su alto piede, un’olla, alcune tazze baccellate con decorazione a lamelle metalliche, un anello di argento e molti frammenti di bronzo, immersi in un ricco strato di cenere. Considerate le condizioni di giacitura dello strato si è deciso di continuare lo scavo in laboratorio, dove, con strumenti accurati, si potrà intervenire sulla conservazione dei reperti metallici e comprendere meglio il rituale di sepoltura.


LA SOPRINTENDENZA - Secondo la Soprintendenza, i materiali rinvenuti e la tipologia della tomba permettono, a un primo esame, una datazione all’Orientalizzante Antico (fine dell’VIII e inizio del VII sec. a.C.), epoca importante nella cronologia vulcente, poiché nelle sepolture vengono deposti oggetti di corredo scelti per assecondare una crescente volontà di affermazione sociale. Tutto il corredo tombale sarà esposto presso il museo del Parco di Vulci - attualmente chiuso per lavori di ammodernamento - il prossimo 16 aprile, quando riaprirà i battenti. In quest’occasione il pubblico potrà visitare anche la tomba della Sfinge.


IL MUSEO - Il Museo, costituito nel 1975, offre un panorama completo della città etrusco-romana di Vulci. Raccoglie materiale proveniente da scavi effettuati dall’Ottocento ai primi anni duemila, nelle vastissime necropoli, comprendenti circa 30.000 tombe - fra le quali la celeberrima tomba François - che coprono un arco temporale che va dall’Età del Ferro al III-II sec. a.C. Specialmente per le produzioni ceramiche il museo offre un panorama completo sulle attività produttive e sugli scambi commerciali dell’antico centro etrusco e romano.


IL FINANZIAMENTO - Il comune di Montalto di Castro, fra l’altro, ha ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di circa 250mila euro per la valorizzazione del Parco Naturalistico e Archeologico di Vulci, che prevede la ristrutturazione della biglietteria, la realizzazione di una sala apposita per la proiezione in 3D della Tomba François e di una struttura dedicata per manifestazioni culturali e spettacoli. (GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - rubrica di Barbara Civinini)
 
Autore: Maria Grazia Stella
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