15/04/2015

Ruspe della legalità, continuano gli interventi. Ma i cittadini chiedono più attenzione per il territorio

Inserito in: Cronaca
Ieri sono stati abbattute le prime due strutture illegali che sorgono fra il mare e la riserva di Castelporziano presso il primo e il sesto cancello e sono stati aperti sue varchi, uno dal lato dello storico stabilimento La Rotonda-Shilling e un secondo sul lato del Kursaal. Ora i cittadini chiedono interventi per rifare le strade, scongiurare il pericolo allagamenti e migliorare i servizi come la Roma -Lido e le scuole

Foto da twitter di Stefano Esposito

Ostia - Il sindaco di Roma, neo presidente del X Municipio, con il supporto del delegato sul litorale Alfonso Sabella, lo aveva annunciato: "Restituiremo ai romani il loro mare e a Ostia tornerà la legalità" e così è stato. Ieri le ruspe della legalità, come sono state definite dal senatore del Pd Stefano Esposito e il commissario dei dem della Capitale Matteo Orfini, sono difatti entrate in azione prima presso il primo e il sesto cancello di Castel Porziano e poi sul lungomare di Ostia. I cittadini del X Municipio, soddisfatti per gli interventi ancora in corso, ora chiedono più attenzione su alcuni problemi urgenti che da anni non hanno mai trovato risoluzione.  Venerdì infatti presso il Palazzo del Governatorato si terrà una giunta straordinaria di Roma Capitale e i cittadini del X sono pronti a parlare con il sindaco Marino di strade, scuole, dissesto idrogeologico, alberature pericolose e Roma-Lido.


ABBATTIMENTO CHIOSCHI - I vigili urbani sono arrivati sulla via Litoranea a partire dalle 7:30 posizionandosi davanti ai sette cancelli della spiaggia di Castel Porziano per permettere l'accesso alle ruspe che hanno abbattuto le prime due strutture illegali che sorgono fra il mare e la riserva di Castelporziano. "Solo per fare un esempio un chiosco aveva un'autorizzazione per 60 mq ed era diventato di ben 600mq", ha commentato il senatore Stefano Esposito, commissario PD Ostia presente sul posto“.

"Non abbiamo paura - spiega l'assessore capitolino alla legalità Alfonso Sabella - abbiamo dimostrato oggi che abbiamo le forze per contrastare l'illegalità e continueremo a farlo. Dopo il 21 aprile quando scadono le altre due sospensive completeremo l'opera. Demoliremo gli abusi e i chioschi verranno poi riaperti, per offrire servizi ai cittadini". "I varchi di Ostia si apriranno tutti entro il primo maggio, su questo non si transige più - continua Sabella -. Aspettiamo anche la pubblicazione del Pua per vedere se sono rispettate ad Ostia le proporzioni tra spiaggia pubblica e privata. Temo che non sia così. Rimetteremo subito a bando questi luoghi in modo che le persone possano svolgere la propria attività commerciale e curare la spiaggia con un risparmio per l'amministrazione pubblica. Nel frattempo domani apriremo le buste per la gara d'appalto per la gestione e pulizia delle spiagge libere di Castelporziano, con un risparmio enorme per l'amministrazione. L'anno scorso la pulizia ci è costata un milione e 200mila euro, quest'anno l'avremo gratis". 





(foto da twitter di Matteo Orfini) 


ATTIMI DI TENSIONE - Non sono mancati i momenti di tensione. Al sesto Cancello un gestore del chiosco ha accusato dei lievi malori, prontamente curati sul posto: "Con me non ha parlato nessuno - ha detto - neanche un pezzo di carta. State facendo gli stessi errori di chi vi ha preceduto. Ho cinquant'anni e due figli".  


APERTURA VARCHI LUNGOMARE - Dopo le demolizioni dei chioschi irregolari della spiaggia di Castelporziano, ruspe in azione anche sul lungomare di Ostia. Due i varchi aperti nel primo pomeriggio alla quale è voluto essere presente anche il sindaco Ignazio Marino: uno dal lato dello storico stabilimento La Rotonda-Shilling e un secondo sul lato del Kursaal. Un terzo varco è stato aperto all'altezza dello stabilimento Marechiaro-Kelly's. "Avevamo promesso che avremmo riaperto i varchi al mare e lo stiamo facendo” ha commentato il primo cittadino. “Le persone devono avere il diritto all'accesso al mare. Questa è la nostra visione della legalità e della gestione trasparente degli atti amministrativi. Questo è quello di cui Ostia ha bisogno”.



(foto da twitter di Matteo Orfini)

 

TENSIONI
- Anche qui non sono mancate le contestazioni da parte dei proprietari degli stabilimenti: "Siamo pronti a chiedere i danni".


FEDERBALNEARI
- Pronto al dialogo Federalberghi: " Aprire 10 varchi  non significa spianare il lungo muro. Il mondo dell’economia del litorale romano si aspetterebbe dall’Amministrazione Capitolina un progetto di riorganizzazione del sistema balneare, in questo modo invece sembra che a Ostia si voglia portare il “degrado”, non il turismo. La notizia della bocciatura da parte del Tar  del ricorso presentato dagli stabilimenti balneari è distorta: E’ stata rifiutata la sospensiva perché  il Tribunale Amministrativo ha chiesto al Comune di Roma di fornire la completa documentazione in previsione del 6 maggio, data in cui il Tribunale  presenterà il verdetto definitivo. Papagni rettifica anche l’informazione trapelata a mezzo stampa che sostiene che Federbalenari Roma farà richiesta dei danni. Saranno i titolari delle concessioni che hanno subito l’azione demolitoria, a fare richiesta di danni, di immagine e non solo. Così risponde il  Presidente Papagni: "Sabella ha detto che la situazione è molto meglio di quanto pensasse, che ha trovato persone perbene. I varchi li abbiamo aperti spontaneamente in certi casi, come allo stabilimento Marechiaro, dove il titolare ha fatto abbattere il cancello". "Oggi Marino ha voluto fare questa operazione politica e di immagine, dopo 25 anni sono stati riaperti i varchi - ha aggiunto -. Ma con gli amministratori troveremo il giusto equilibrio. Ancora stamani ho parlato con la nuova dirigente del Municipio e con il vice capo di gabinetto di Marino, Rossella Matarazzo. Lavoro con l'Assessore Caudo per un Piano di utilizzo degli arenili (Pua) che preveda di trasformare il lungomare di Ostia. Secondo noi va demolito per farne una passeggiata: non servono più le cabine e gli stabilimenti, ora la spiaggia si vive in modo diverso". Papagni nega che il problema sia la mancanza di spiagge libere. "Ce ne sono 3 chilometri a Ostia - afferma - e non è vero che non facciamo mettere gli asciugamani sulla battigia davanti agli stabilimenti. È la Capitaneria di Porto a stabilirlo per motivi di sicurezza". 

 
Autore: redazione
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