01/04/2020

Racket case popolari a Nuova Ostia. Si: “Confermata l’aggravante mafiosa per il clan Spada”

Inserito in: Cronaca
Possanzini: “Confermate le condanne d’Appello, accertato e confermato il metodo mafioso nel racket delle case popolari di Ostia Ponente, respinti i ricorsi presentati dagli esponenti del clan Spada”

 Ostia - “Confermate le condanne d’Appello, accertato e confermato il metodo mafioso nel racket delle case popolari di Ostia Ponente, respinti i ricorsi presentati dagli esponenti del clan Spada. Questa è in estrema sintesi la decisione della Suprema Corte che, confermando le sentenze emesse dalla Corte d’Appello di Roma, mette un punto definitivo. In questi anni ne abbiamo sentite tante, sicuramente troppe”, dichiara in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio.

“Per qualcuno ad Ostia la mafia non c’è mai stata, per qualcun altro gli esponenti delle famiglie criminali erano assimilabili ai ‘ladri di polli’, per altri ancora era ‘tutta una operazione politica’ ma oggi lo scenario è cambiato perché la Magistratura ha acceso un faro dove per troppi anni c’è stato solamente buio. Sfratti forzosi – spiega - dalle case popolari del litorale, minacce e intimidazioni, sono solamente alcune delle attività criminali che hanno caratterizzato il clan Spada in questi anni. Possiamo tirare un sospiro di sollievo ma non possiamo di certo abbassare la guardia perché ad Ostia la mafia è tutt’altro che sconfitta e la pesante crisi economica innescata dal covid-19, se le Istituzioni non saranno all’altezza della sfida, rischia di dare fiato e forza alla “bestia” mafiosa ancora viva nel nostro territorio”.

“E’ il momento di reagire con decisione innanzitutto mettendo al bando ogni forma di negazionismo o dubbio sulla presenza della criminalità ad Ostia. Non si può fingere che le mafie non ci siano, non si può fingere che l’usura non ci sia e che la droga provenga dal pianeta Marte. La storia ci insegna – prosegue Possanzini - che sconfitto un clan ne arriva un altro, spesso più forte di quello precedente, che occupa gli spazi lasciati vuoti sia dalle “famiglie” che hanno perso la guerra di mafia sia dalle Istituzioni che troppo spesso dimenticano di svolgere un ruolo attivo nel contrastare il crimine organizzato soprattutto nelle zone della città dove questo è più radicato”.

“L’epocale crisi economica e sociale che stiamo vivendo a seguito dell’infezione da coronavirus può, se non stiamo attenti, innescare un altro tipo di contagio: quello delle mafie. La crisi di liquidità di famiglie e aziende, così come la disoccupazione, sono terreni fertili per le mafie, soprattutto li dove la crisi morde con più ferocia. Abbiamo il dovere di costruire con le forze sane di questo territorio un fronte comune da opporre alla criminalità, abbiamo il dovere di costruire una risposta straordinaria per fronteggiare le mafie ed anche “l’assuefazione” alle mafie. Ancora una volta torniamo a chiedere a questa Amministrazione di istituire un Osservatorio Municipale Antimafia presieduto da una persona di altissimo profilo istituzionale scelta di concerto con la Commissione Parlamentare Antimafia. Abbiamo bisogno – conclude - di un organismo capace di mettere in moto e in sinergia tutte quelle energie sane che per troppi decenni sono state lasciate da sole nella lotta ai malaffari e alla criminalità”.
 
Autore: redazione
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