21/06/2012

Ostia, Teatro del Lido: una storia infinita. Il no della Provincia

Inserito in: Teatro
L’assessore D’Elia: “Abbiamo scelto di non aderire al progetto della Casa dei teatri e della drammaturgia proposta dall’assessore capitolino Gasperini”. Lange: “Siamo molto perplessi e attendiamo di leggere la delibera: poi sceglieremo cosa fare”

Teatro del Lido - Ostia

Ostia – Teatro del Lido, una vicenda infinita? E’ di ieri la dichiarazione dell’assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia, che ha affermato, a nome dell’amministrazione di Palazzo Valentini, di aver scelto non aderire al progetto della Casa dei teatri e della drammaturgia proposta dall’assessore capitolino Gasperini”. Un nuovo stop nell’iter che dovrebbe portare alla riapertura dello stabile di via delle Sirene, chiuso il 30 giugno del 2008 su disposizione del sindaco Gianni Alemanno?

“Il sistema dei teatri di cintura è stato il frutto di un protocollo di intesa condiviso tra Regione, Provincia e Comune, scaduto 31 dicembre scorso, e voleva essere un innovativo e coraggioso progetto di diffusione sul territorio delle politiche culturali”, spiega l’assessore D’Elia in quanto affidava al teatro stabile della Capitale, del quale la Provincia è socia, tre spazi teatrali “decentrati”.

Secondo D’Elia, l’innovazione stava proprio nella sinergia tra esperienze territoriali e Teatro di Roma  e nella “scommessa” di teatro partecipato, di formazione del pubblico, di promozione delle esperienze di giovani artisti. Il progetto della Casa dei teatri, invece, approvato ieri dalla giunta capitolina ma di cui ancora non è stato possibile vedere il testo definito, tranne una memoria di giunta che in origine affidava il progetto a Zetema, non sarebbe mai apparso chiaro sia nelle sue finalità culturali sia negli strumenti scelti.

 

In questa situazione, la Provincia di Roma, nella veste di un ente interessato allo sviluppo di una forte area metropolitana integrata, ha valutato che i teatri inclusi nel progetto sono teatri con vocazioni culturali molto differenti tra di loro e in gran parte situati nel centro di Roma. Si perderebbe pertanto quella forte valenza di raccordo culturale con i comuni della prima periferia che i teatri di cintura dovrebbero rappresentare. Di qui il no. Inoltre, per D’elia, appare “singolare” che in un momento di risparmi  si vadano a creare un nuovo direttore e nuovi organismi dirigenti.


Avendo creduto in una direzione culturale che aveva il perno nello stabile della città, l’assessorato si era impegnato affinché lo stabile si aprisse sempre più alle esperienze territoriali.  “Ci sono state luci ed ombre”, precisa, “ad esempio la mai risolta situazione del Teatro del Lido di Ostia con la sua peculiarità di spazio restituito al quartiere da varie realtà associative, ma certamente le ultime stagioni del Teatro Quarticciolo e del Teatro Tor Bella Monaca sono state un esempio di teatro di qualità, innovativo e partecipato.
Ci auguriamo ora che questo patrimonio non vada disperso”, conclude. Interpellato al riguardo, Filippo Lange, uno degli ex lavoratori del Lido, si dichiara “molto perplesso: attendiamo di leggere la delibera poi sceglieremo cosa fare”.

 

 
Autore: Maria Grazia Stella
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