26/02/2010

L'ITALIA ATTENDE GLI SVILUPPI DELLA MAXI-INCHIESTA SU DIRIGENTI FASTWEB-TELECOM

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L’ Italia sporca e ladrona si ripete. Dopo i crac degli anni passati che hanno riguardato Cirio, Parmalat e le scalate al potere di dirigenti BNL, ora sono coinvolte Fasteweb e Telecom Italia Sparkle nei giochi di potere e nelle malefatte degli amministratori che "amministrano e amminestrano". Nell'  inchiesta sul presunto maxi riciclaggio da due miliardi alcuni massimi dirigenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle sono sotto accusa. Ad oggi sono 80 gli indagati e il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, è in missione all’estero (Usa, Inghilterra e Lussemburgo) per avviare le procedure di estradizioni di alcuni degli arrestati. La losca organizzazione indagata riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese ed off-shore. Oggi, nel carcere di Regina Coeli riprendono gli interrogatori di garanzia. Uno dei primi ad essere ascoltato potrebbe essere l’ex A.D. di Fastweb, Silvio Scaglia, tornato nella notte in Italia. Il gip ha già ascoltato 15 persone.

Due giorni fa a Roma ci sono stati i primi interrogatori di garanzia nel carcere romano di Regina Coeli. All'inizio erano 52 le ordinanze di custodia cautelare in carcere e quattro ai domiciliari. Tra gli indagati il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia e Nicola Di Girolamo (Pdl) del quale si sospetta che l'elezione sia avvenuta grazie all'intervento della criminalità organizzata. 

Silvio Scaglia, ex amministratore delegato della società telefonica Fastweb, è giunto all'aeroporto di Ciampino con un volo privato proveniente dalle Antille per costituirsi - afferma Gildo Ursini, il suo legale -. Scaglia è stato prelevato direttamente sotto bordo dell'aereo dalla Guardia di Finanza ed é stato fatto uscire da un varco secondario, lontano da cameraman e giornalisti.

A tenere gli interrogatori dell'inchiesta è il gip Aldo Morgigni, lo stesso che ha firmato i provvedimenti restrittivi, alla presenza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, titolare degli accertamenti insieme con il sostituto Francesca Passaniti, ma la maggior parte delle persone convocate si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Nell'inchiesta, culminata nella richiesta di commissariamento delle due società Tlc, sono coinvolti anche l'attuale amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi, e Riccardo Ruggiero, presidente del Cda di Telecom Sparkle e Stefano Mazzitelli, già A.D. della società controllata da Telecom. 

Parisi: "Fastweb non ha mai commesso azioni criminali". "Fastweb non ha mai commesso alcuna azione criminale, non ha fondi neri, non ha mai fatto frodi fiscali" ha detto alla stampa.

Nella richiesta di arresto del Gip, Aldo Morgigni, si legge che Gennaro Mokbel ebbe contatti "con primari esponenti della scena politica nazionale" per trovare "un posto" alla candidatura di Nicola Di Girolamo nel Pdl.  Dalle conversazioni intercettate e dai contatti che  Mokbel ebbe, emerge che l'unico "posto disponibile" per Di Girolamo fu nelle liste per il Senato circoscrizione italiani residenti all'estero.

Nell'ambito della vicenda il manager AMA, Stefano Andrini, si è dimesso. Invece SWISSCOM cerca soluzioni rapide sulle accuse Fastweb.

 
Autore: Nino Villani
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