25/09/2009

DIARIO DI BORDO DE "LA CIURMA", RUBRICA SETTIMANALE

Inserito in: Archivio

RUGANTINO IN SCENA A SAN NICOLA

La Compagnia della Parrocchia “Ridendo e Scherzando” riaffiora dalle ceneri del Teatro-Capannone – il ricavato in beneficienza e per la ricostruzione. SABATO E DOMENICA 3 e 4 OTTOBRE alle 20.30  sarà in scena RUGANTINO! Come una fenice la storica Compagnia Teatrale della Parrocchia San Nicola di Bari in Via Passeroni “Ridendo e Scherzando” è miracolosamente riafforata dalle ceneri del terribile rogo che qualche anno fa distrusse il Capannone e danneggiò seriamente la Chiesa, come ancora si può vedere; all’interno dell’edificio, costruito con tanta fatica nel corso dei decenni dai parrocchiani e amatissimo da Monsignor Riva, albergavano l’Oratorio Don Bosco, le stanze del catechismo,  le sedi degli Scout e il Teatro, vero e proprio luogo d’incontro di tutte le realtà parrocchiali che lo utilizzavano per fare recite, familiarizzare, festeggiare nei momenti più ludici della comunità.    

Da quel giorno, attraverso donazioni private e pubbliche, sono stati ricreati con i prefabbricati gli ambienti per gli Scout (grazie alla donazione di genitore di una ex scout) e alcune aule più o meno grandi per il catechismo  o le feste (donazione dall’amministrazione pubblica), ma occorrono ancora gli ambienti per riuscire a far vivere i tanti gruppi di cui la Parrocchia si è arricchita negli anni e con l’avvicendarsi dei Parroci (Don Franco, Don Lorenzo, Don Rodolfo, Don Elio) che hanno contribuito, ognuno a proprio modo, alla sua crescita; soprattutto mancano ancora -  e questa è un vero e proprio “peccato”! – le sedi per rimettere in piedi lo storico Oratorio Don Bosco e il Teatro  che, come si ripete spesso, è stato la malgama (in Cristo) che ha consentito a gruppi diversissimi di unirsi, agli animatori di  di coinvolgere le famiglie e i bambini, ai giovani di mettersi al servizio dei più piccoli, ai gruppi extraparrocchiali e di varie culture del territorio di incontrarsi e conoscersi.  Questa richiesta non è soltanto per l’amministrazione pubblica ma anche e soprattutto per la Prefettura clericale, Diocesi e  Vicariato; sono infatti preventivate costruzioni ingenti di Parrocchie su tutto il XIII e non si comprende il motivo per il quale sembrerebbe così difficoltoso rimediari i fondi per qualche prefabbricato in più per realtà umane così storiche e consolidate.

Spesso si dice che “la messe  è molta ma che pochi sono gli operai”; tuttavia in questo caso sembra proprio l’opposto, ovvero ci sarebbero moltissimi operai ma manca la messe o, per meglio dire,  il luogo dove riporre la messe. C’è di nuovo una Compagnia di 20 persone ma non c’è uno spazio scenico coperto, ci sono ragazzi e Operatori Salesiani (Metodo Don Bosco) e Parrocchiali (ex operatori dell’oratorio, catechisti, scout religiosi…) per rimettere in piedi uno degli Oratori più “operosi” del XIII Municipio di Roma, ma mancano le strutture; l’appello non viene soltanto dalla gente che vive questo spazio di aggregazione spirituale, ma anche dai sacerdoti che hanno puntato e  indirizzano tutta la loro pastorale nel creare luoghi, momenti d’incontro tra i vari e diversissimi gruppi della comunità, occasioni d’integrazione senza distinzione di metodologia o di percorso specifico per accrescere lo spirito di confronto e di condivisione senza cadere nell’egoismo, come ha anche ricordato Papa Benedetto XVI soltanto tre settimane fa.

Passiamo ora la parola – così come li ho intervistati - direttamente ai membri della Compagnia Ridendo e Scherzando che tra poco metterà in scena Rugantino; vengono tutti da percorsi Parrocchiali diversissimi (preghiera dello spirito, ex oratorio, catecumeni, scout, coro…etc) ma hanno trovato nel gioco comune del Teatro un motivo di incontro e confronto.

Per i locali alla Parrocchia San Nicola, ricordiamo in ultimo, si stanno interessando anche l’Assessore ai Servizi Sociali Lodovico Pace, il Consigliere Comunale Alessandro Onorato, il Consigliere Municipale Angelo Paletta.

(Sdt - Mastro Titta )

 

Cristian Guglielmi – Rugantino

“Per me il Rugantino è un desiderio che si realizza; è fantastico ed emozionante perché è il mio sogno da bambino. Io sono cresciuto qui nell’Oratorio con Pasquale Avvisato , gli operatori e tantissimi ragazzi. Abbiamo sempre usato il teatro per giocare e divertirci, ho cominciato a 6 anni interpretando San Giuseppe, poi abbiamo fatto le Via Crucis recitate, De Filippo etc; quando l’Oratorio di fatto chiuse rimase in piedi quest’idea del Rugantino che era stata varie volte proposta ma che non facemmo in tempo a mettere in scena. Adesso sembra che ce la faremo; la compagnia è formata da tante persone diverse, divertenti, semplici:siamo una grande famiglia. Ci siamo proposti di fare beneficienza e quindi in partenza abbiamo già vinto tutti. Questa compagnia può essere anche lo stimolo per aggregare i più giovani e i bambini.”

 

 

Claudia – Cameriera

“Mi sono divertita moltissimo nel fare questo spettacolo; è da 10 anni, da quando ero bambina, che sono in questa Parrocchia e ho fatto molti spettacoli.”

 

Alessandra Palazzoli – Nobile Leopolda Principessa Paritelli

“Sono contenta di partecipare in questo gruppo formata da molta gioventù, ragazzi pieni di entusiasmo; condividiamo tutti insieme la gioia del teatro e cerchiamo di portare in questo luogo quell’allegria che trasmette”.

 

Stefano Colletti – Rubastracci

“E’ stato divertente e anche istruttivo teatralmente parlando; fare teatro in parrocchia vuol dire fare beneficienza per prima cosa donandoci al prossimo. Io sono qui in Parrocchia da una decina di anni all’Oratorio ed è bellissimo riniziare”

 

Mario – la Guardia

“Preparare Rugantino è stato emozionantissimo; quando ho letto questo annuncio in Parrocchia, che si creava la compagnia, sono subito corso. E’ stato come è il nome della Compagnia: Ridendo e Scherzando”. Abbiamo inziato dal periodo di Agosto e mi ha permesso di vivere un’Estate divertentissima; fare teatro in parrocchia è un mezzo per comunicare tra persone e sentirle più vere e più vicine”.

 

Alfredo – Cantante

“Arte e Parrocchia sono due elementi che si fondono perfettamente. Da tantissimi anni, da quando sono qui, da circa una ventina d’anni – ovvero dalla mia nascita avendone ventuno – la musica, il teatro sono sempre stati strumenti importantissimi. In Oratorio quando ero piccolo e anche quando ho prestato servizio da animatore la recitazione è sempre stata un momento pomeridiano di divertimento comune che formava il gruppo; quest’arte ovviamente era sempre vista con il fine di parlare del Vangelo di Gesù”.

 

Anna – Rosetta

“ Fare teatro in una Parrochia significa incontro, aggregazione, scambio; è sempre utile fare teatro e qui in particolare perché aiuta le persone a conoscersi”.

 

Laura – Popolana

“ Avevo sentito dire che qui c’era una compagnia e che si ritentava di ricostituirla con fatica; ora che vi sono dentro sono contenta veramente di partecipare  in prima persona”.

 

Pasquale Avvisato – Scenografia e Organizzazione

“ Io non voglio dire ancora nulla perché a volte non ci credo ancora e ringrazio i Sacerdoti che ci permettono questa cosa di ricominciare dopo anni di silenzio e solitudine; lo spettacolo verrà bene, ma c’è il problema dei locali dove fare attività, recitare e dove parlare di Nostro Signore con tanti più giovani.C ‘è bisogno di uno spazio al coperto specifico anche per lasciare il materiale, per ritrovarci insieme senza dover ogni volta disturbare qualcuno. La parrocchia ha moltissime realtà e non è semplice gestire gli spazi; i sacerdoti stanno facendo del loro meglio, ma servono spazi per ogni gruppo come era in passato dove avevamo costruito in piccolissimo spazio dei luoghi per ciascuno e altri da condividere”.

 

Marco – Scultore, Principe Paritelli

“ E’ stato interessantissimo recitare; ho conosciuto gente piacevole, belle persone che spero di continuare a frequentare preparando subito dopo qualche altra cosa”.

 

Francesco – Cardinal Vicario

“ Riprendo a recitare dopo 50 anni; da bambino ho fatto varie rappresentazioni. Ora, dopo una vita di lavoro è capitata questa opportunità. Sono stato favorevolmente agganciato da un signore incontrato per  caso qui a Ostia. Il teatro in una comunità parrocchiale è una risorsa incredibile soprattutto se si da la possibilità ai ragazzi di inserirsi; se sis riesce a inserire i giovani significa creargli nuovi interessi e fargli vivere una realtà diversa da quella che vivono normalmente. Posso anche dire che è una palestra di rapporti e un approfondimento della vita quotidiana; ogni tanto uscire dagli schemi arricchisce, come continua ad arricchire me che sono vicino ai 70 anni e che vengo molto volentieri. Non conoscevo nessuno qui eppure ogni sera quando vengo mi si apre il volto dalle risate, sorrido a tuttied questa è una cosa semplice ma molto piacevole”.

 

Sara Pitacco – Eusebia

“ E’ stata un’esperienza molto importante, un momento per riunirsi e stare insieme che ci arricchisce molto anche aldilà dello spettacolo”.

 

Nuccia – Nobile Contessa Paritelli

“Ho trovato un ambiente molto accogliente; mi trovo bene, con persone simpatiche e alla mano. Tutto a meraviglia, perfetto”.

Bruna – Nobile Marta Paritelli 

“ Mi sono trovata bene; funziona il teatro in una parrochia, almeno questa compagnia funziona benissimo. Il Rugantino per me è stato anche “terapeutico” perché avevo dei problemi con il mio personaggio, ho dovuto studiarmelo un po’ e poi li ho superati”.

 

Rosaria – La Gattara

“ Per me è la prima esperienza di teatro; è stata valida e spero di riuscire bene”.

 

Claudia - Chitarrista

“ Queste esperienze artistiche in un ambiente come questo sono positive perché richiamano le persone e le fanno stare insieme gioiosamente; si spera poi che tramite questi spettacoli ognuno possa avvicinarsi sempre di più alla parrocchia e alla chiesa. Il teatro qui deve essere uno strumento, un’esperienza di passaggio per poi guardare ai valori che in questo luogo si vivono”.

 

Stefano S – Scariotto

“ Questa esperienza teatrale è stata la mia prima prova come attore; non è stato facilissimo anzi in alcuni momenti anche stressante; i momenti più belli sono stati quando si giocava, si sbagliava e ci si correggeva non prendendosi mai sul serio. Fare gli spettacoli in una comunità parrocchiale può essere utile quando si lega insieme agli altri, si prova gioia di stare insieme; non dobbiamo però dimenticare che essere qui significa ascoltare il nostro cuore e accogliere le persone con apertura e disponibilità”.

 

Erica – Popolana e Organizzazione

“ Penso proprio che il teatro qui in parrocchia sia utile perché molte persone in questo modo si sono unite anche se fanno cose differenti”.

 

Edoardo Introno – Regista

“Fare teatro in una parrocchia è un’esperienza davvero singolare; è bello coinvolgere le persone che sono già predisposte a stare insieme in comunità e nello stesso tempo anche dare qualche dritta più tecnica – per quanto posso perché non sono un profressionista,  ho soltanto fatto qualche spettacolo in più e mi metto al loro servizio – aiuta a mettersi in gioco, a mostrarsi, ad aprirsi agli altri. Grazie alla Regia della Compagnia Ridendo e Scherzando ho inziato in maniera più continuativa a partecipare alla vita della parrocchia e spero di crescere qui anche nei sacramenti; ringrazio Pasquale che mi sta dietro in tutto e che mi insegna con la pazienza e la costanza, con l’umiltà e la tenacia che una compagnia è un po’ una famiglia a cui si deve responsabilità e affetto”.

 

RISCHIA DI CHIUDERE IL GIORNALE DEI GIOVANI

La giovane redazione del gruppo “Officina”, in piedi grazie al Bando Sociale “delle Idee”, in pericolo sfratto

Questo gruppo di ragazzi attivissimi socialmente sul territorio da diversi anni non ci stanno a perdere il loro spazio di incontro ancora una volta; i loro più storici esponenti erano partiti incontrandosi in una parrocchia, poi, divergendo su alcune idee, avevano trovato ospitalità in Affabulazione per poi approdare in ultimo alla Ex Colonia con nuove progettualità tra cui la vincente idea finanziata dai Servizi Sociali del Giornale dei Giovani e per i Giovani. Ma ecco che anche da qui pare debbano andare via; ci si chiede se si riesca a concedere al più presto uno spazio utile e “neutro”, libero da contese, dove finalmente  questi giovanissimi possano esprimere le loro idee in progetti continuativi senza dover sempre incappare in questioni spinose e in pressioni che esulano dal servizio che hanno in mente di compiere per i loro coetanei e per l’intera comunità civile.  Ci scrive uno dei suoi rappresentanti – ne riportiamo un estratto:

“Ostia e il tredicesimo municipio vivono da anni una mancanza cronica di spazi di aggregazione, laboratori di sviluppo d’idee che coinvolgano studenti, lavoratori, precari, migranti e tutte quelle fasce disagiate che compongono il tessuto cittadino. Il collettivo “L’Officina” è riuscito a strappare all’interno della Vittorio Emanuele uno spazio per sopperire alle carenze di questo territorio, dando vita ad una tipografia e al giornalino “Bomba Carta”, soprattutto creando un luogo dove confrontarsi e sviluppare nuove forme di resistenza e di conflitto.

Dopo la dismissione del progetto “Casa della Cultura”, che prevedeva la riqualificazione della Vittorio Emanuele mantenendo la sua vocazione culturale, anche il collettivo L’Officina rischia lo sfratto.

Ma non sono gli sfratti, gli sgomberi e le denuncie ad impedirci d’immaginare un mondo diverso. Vogliamo costruire spazi di libertà dove poter pianificare e costruire un futuro senza più precarietà e senza più sfruttamento. L’Officina è di tutte le persone che vogliano costruire spazi comuni di partecipazione.”

 
Autore: redazione
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