19/07/2011

CLONAVANO CARTE DI CREDITO SU TUTTO IL LITORALE: ARRESTATI DUE BULGARI (VIDEO)

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I finti bancomat sequestrati dai Carabinieri di Ostia

OSTIA – “Le banche più colpite dalla gang erano quelle delle località turistiche”. Gaetano Terrasini, Capitano dei Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria, snocciola cifre impressionanti mentre parla dell’operazione appena conclusa, che ha portato a sgominare la banda di truffatori dedita a clonare carte di credito negli istituti bancari di tutto il litorale laziale. La centrale di clonazione scoperta a Cerveteri era, come ha sottolineato il Colonnello Giovanni Adamo, comandante dei carabinieri del Gruppo di Ostia durante la conferenza, tra “le più imponenti e sofisticate individuate sul territorio nazionale, la prima di questa portata individuata nel Lazio”. Nel covo sono state sequestrate 63 microcamere, 116 frontalini e varie altre parti di sportelli bancomat, 22 skimmer, 6 memorie di massa, 11 chiavette usb, 29 carte magnetiche 'vergini', 4 pc portatili, 17 telefoni cellulari, 3 chiavette internet, due agende con migliaia di codici pin, una rubrica telefonica con nomi di utenze straniere, un navigatore satellitare. Comprese due maschere di carnevale con cui due bulgari arrestati, S. K. di 30 anni e N. S. di 39 anni, entrambi pregiudicati per reati simili, attaccavano da circa sette mesi sportelli bancomat tra Ostia, Civitavecchia, Bracciano e Cerveteri. Le indagini erano partite a seguito di numerose denunce di clonazioni, verificatesi in particolare nei fine settimana. I controlli effettuati durante il week end, hanno portato i militari a scoprire uno degli skimmer posizionati sullo sportello bancario di una filiale di Anguillara Sabazia: appena i due truffatori sono tornati a riprenderselo, è scattato il blitz. Nella casa di Cerveteri di uno dei due, è stata scoperta poi la centrale. Impressionante la dotazione elettronica in mano alla coppia, in grado di ricostruire da soli un vero e proprio bancomat: le card copiate venivano poi utilizzate soprattutto in sud America, mentre il denaro riciclato era investito in case e negozi in Bulgaria. Ancora da quantificare il giro di affari dei “maghi della clonazione”. “Si tratta di una cellula italiana isolata dalla malavita locale che operava con altre cellule in tutto il mondo. – ha spiegato Adamo - Ci troviamo di fronte alla più grande operazione di questo tipo per quantità e entità scoperta in Italia".

 
Autore: Valeria Costantini
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