“Bene il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche ma è proprio sulle risorse e sull’attuazione concreta che chiediamo chiarezza e domande all'Amministrazione”

Ostia (Rm) – «Il Municipio X di Roma adotta il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali (PEBA). È un risultato importante e un obiettivo sul quale non possono esserci divisioni politiche, l’accessibilità è un diritto ed una priorità per tutti».

Lo dichiarano Sara Adriani, Consigliera del Municipio X di Fratelli d'Italia, e Massimiliano Mambor, Responsabile per il Coordinamento Roma Capitale del Dipartimento Litorale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulla presentazione del primo stralcio del PEBA municipale.

«Ci viene spiegato che il Piano è il risultato di quattro anni di lavoro e di un percorso partecipato con la Consulta per la disabilità e le associazioni del territorio. Un lavoro che rispettiamo e che riteniamo prezioso. Tuttavia, ancora nel marzo scorso ci risulta che il Piano risultava “in corso di realizzazione”. Oggi, finalmente, viene presentato alla cittadinanza, individuando alcune prime priorità: il Palazzo del Governatorato, l’Ospedale Grassi, l’isola pedonale di Piazza Anco Marzio e il Pontile di Ostia».

«Ora, però, arriva la parte più importante: sulla quale come Fratelli d'Italia, chiediamo chiarezza sul come si passerà dalla carta ai cantieri».

«È bene ricordare che proprio la Giunta Rocca in Regione Lazio quest'anno ha impresso un’accelerazione sui PEBA, mettendo a disposizione oltre 1,5 milioni di euro per sostenere i Comuni nella redazione dei Piani e introducendo strumenti di monitoraggio. È quindi legittimo chiedere quale sarà il ruolo delle risorse regionali e Capitolina stanziate dal Sindaco Gualtieri nell’attuazione concreta del Piano nel Municipio X».

Ed è proprio sulle risorse e sull’attuazione concreta che Adriani e Mambor chiedono chiarezza e pongono domande all'Amministrazione 

Quanto costerà complessivamente l’attuazione del PEBA del Municipio X?

Quante risorse sono già concretamente stanziate a bilancio per realizzare i primi interventi?

Qual è il cronoprogramma effettivo dei lavori?

Quali risorse straordinarie regionali e capitoline saranno destinate all’attuazione del Piano?

Aggiungono Adriani e Mambor: “Un PEBA deve tradursi in marciapiedi accessibili, attraversamenti sicuri, percorsi tattili e servizi realmente fruibili. E considerando che già negli scorsi anni il Municipio affrontava il tema dell’accessibilità agli uffici dello stesso Palazzo del Governatorato, sarebbe interessante sapere quali interventi siano stati concretamente realizzati in questi quattro anni su di esso».

«Nessuna polemica, dunque, sull’obiettivo del Piano e massimo rispetto per il lavoro svolto dalle associazioni attraverso il percorso di co-progettazione. Ma il PEBA deve essere il punto di partenza dei lavori, non il traguardo dell’Amministrazione da esibire come un risultato politico» concludono Adriani e Mambor.