“A causa dell'abbandono, le strutture sono state devastate dai vandali. Ora l'amministrazione modificherà i bandi: le spese di abbattimento non saranno più a carico dei vincitori della gara, ma del Comune di Roma. Una vergogna economica che pagheranno i cittadini, mentre i privati dovranno solo ricostruire”

Ostia (Rm) – “E' bastato il nostro sopralluogo-denuncia sabato scorso e la successiva visita della consigliera capitolina, Maria Cristina Masi, che ha portato solidarietà all’esercente aggredita nella stazione Cristoforo Colombo, per accendere i riflettori sullo scandalo dei chioschi abbandonati a Ostia e costringere l'amministrazione a uscire allo scoperto. La replica dell'Assessore Caliendo è però un pot-pourri di competenze confuse per scaricare le colpe di un degrado - ex Algida, ex Mauritius, ex Jack's e Blues Café - che è figlio solo dell'incuria di questa maggioranza. A causa dell'abbandono, le strutture sono state devastate dai vandali. Ora l'amministrazione modificherà i bandi: le spese di abbattimento non saranno più a carico dei vincitori della gara, ma del Comune di Roma. Una vergogna economica che pagheranno i cittadini, mentre i privati dovranno solo ricostruire”, dichiara la Consigliera del X Municipio Sara Adriani di FDI.

“Caliendo fa populismo dicendo che 'sarebbe bello' se la storica gestrice (24 anni di attività) vincesse il bando. Se l'amministrazione avesse voluto davvero tutelarla, sarebbe stato doveroso concedere una proroga tecnica per farla lavorare ed evitare lo sfacelo attuale, anziché chiudere tutto e condannare il sito all'abbandono. La struttura dell’ex Algida andava abbattuta subito per evitare che si trasformasse nella discarica abusiva e nel dormitorio denunciato sul campo da Fratelli d'Italia. Questo non è un piano di rilancio, ma il fallimento di una giunta che fa pagare ai contribuenti i disastri del proprio malgoverno. Pretendiamo trasparenza immediata sui costi delle demolizioni”, conclude Adriani.

“Fa piacere che l’assessore Caliendo mostri interesse per il recupero di un quadrante segnato da degrado e incuria, ma nelle more delle giustificazioni su ritardi ed inadempimenti inserisce responsabilità di Regione Lazio ed Astral che non trovano un senso, a meno che non abbia argomentazioni difficilmente a supporto. Non basta intervenire nelle emergenze. Castel Fusano e il lungomare prospiciente non possono essere lasciate in queste condizioni di incuria e carenza di sicurezza pubblica. Caliendo ha fatto delle promesse e, riconoscendone la serietà, ci aspettiamo che ora impegni la sua maggioranza. Chiediamo quindi all’Amministrazione di chiarire tempi, risorse e modalità degli interventi, valutando il recupero delle strutture ancora utilizzabili oppure la loro demolizione, con il conseguente ripristino del decoro dell'area con un cronoprogramma certo degli interventi", lo aggiunge Massimiliano Mambor Responsabile per il Coordinamento Roma Capitale del Dipartimento Litorale di Fratelli d'Italia.