Ostia, dieci bombe in tre mesi: Possanzini (AVS) denuncia il silenzio sulle mafie
Di Redazione il 25/10/2026
Dopo l'esplosione in via dei Velieri, il consigliere del Municipio X lancia l'allarme sulla sicurezza a Ostia: "Le bombe fanno rumore, il silenzio pure". L'appello per una strategia condivisa contro la criminalità organizzata

Ostia (Rm) – Dieci ordigni esplosivi in poco più di tre mesi, episodi di violenza e colpi d'arma da fuoco contro attività commerciali. E' il quadro preoccupante denunciato da Marco Possanzini, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra nel Municipio X di Roma Capitale, che torna a sollecitare una risposta delle istituzioni dopo l'ultima esplosione avvenuta a Ostia.
A riaccendere il dibattito sulla sicurezza del litorale romano è la bomba carta esplosa venerdì 23 ottobre nell'atrio di una palazzina popolare tra via dei Velieri e viale Vasco de Gama, che ha provocato il ferimento di un uomo di 58 anni, trasportato in codice rosso all'ospedale Grassi, e l'evacuazione di undici famiglie.
Un episodio sul quale sono ancora in corso le indagini della Squadra Mobile per individuare i responsabili e accertare il movente. Ma che, secondo Possanzini, impone una riflessione più ampia sulla presenza della criminalità organizzata e sulla capacità delle istituzioni di contrastarne il radicamento.
Ostia, Possanzini: "Dieci ordigni in tre mesi, non possiamo restare in silenzio"
Il consigliere di AVS richiama l'attenzione sulla successione di episodi esplosivi che, secondo il bilancio da lui riportato, avrebbero interessato Ostia negli ultimi mesi.
"Ostia, un'altra bomba. Nella nostra città, dieci ordigni in poco più di tre mesi. E ancora troppo silenzio", afferma Possanzini, denunciando quella che considera una insufficiente presa di coscienza pubblica rispetto alla gravità della situazione.
Al centro della sua riflessione non c'è soltanto la frequenza degli episodi, ma soprattutto la necessità di affrontare apertamente il tema delle organizzazioni mafiose e dei loro interessi economici e criminali.
"Le bombe fanno rumore, il silenzio pure", sottolinea il consigliere.
Per Possanzini, limitarsi a considerare ogni episodio come un fatto a sé rischia di impedire una valutazione complessiva delle criticità che interessano il territorio.
Resta comunque fondamentale distinguere le preoccupazioni politiche dagli esiti delle indagini: non è attualmente accertato che tutti gli episodi richiamati siano collegati tra loro o riconducibili a un'unica matrice criminale.
La bomba carta in via dei Velieri e l'appello alle istituzioni
L'ultima esplosione ha colpito una palazzina di edilizia popolare a Ostia Ponente, causando danni ingenti e rendendo necessaria l'evacuazione dei residenti.
Un fatto che Possanzini giudica particolarmente grave per le possibili conseguenze sulle persone presenti nell'edificio.
Il consigliere esprime pieno sostegno al lavoro della Magistratura e delle forze dell'ordine, impegnate nella ricostruzione dell'accaduto, ma ritiene che l'azione investigativa debba essere accompagnata da un'assunzione di responsabilità politica e istituzionale.
Secondo l'esponente di AVS, il contrasto alla criminalità non può essere affrontato soltanto attraverso interventi successivi ai singoli episodi, ma richiede un confronto stabile tra amministrazioni, forze politiche e cittadini.
Criminalità organizzata a Roma, l'allarme sulle infiltrazioni economiche
Nella sua analisi, Possanzini richiama il tema del radicamento delle organizzazioni mafiose nella Capitale e della loro capacità di inserirsi nei circuiti economici legali e illegali.
Tra i fenomeni sui quali invita a mantenere alta l'attenzione figurano il narcotraffico, gli interessi economici della criminalità organizzata e i possibili tentativi di infiltrazione nelle attività imprenditoriali e negli appalti pubblici.
Per il consigliere, ridurre il dibattito alla contrapposizione tra sicurezza e decoro urbano rischia di trascurare le dinamiche economiche e sociali che possono favorire la presenza criminale.
Un'attenzione che Possanzini estende anche ai rapporti tra politica e soggetti vicini alla criminalità organizzata, chiedendo maggiore trasparenza e responsabilità pubblica.
Sicurezza a Ostia, la proposta: servizi, prevenzione e controllo degli appalti
La risposta indicata da Possanzini non si limita al rafforzamento dei controlli di polizia.
Il consigliere propone una strategia che affianchi all'attività repressiva interventi capaci di migliorare la presenza quotidiana delle istituzioni nei quartieri.
Tra le priorità individuate figurano il potenziamento dei servizi pubblici, il recupero degli spazi abbandonati, la ricostruzione dei legami sociali e la creazione di opportunità per i residenti, con particolare attenzione alle aree più esposte al disagio.
Un altro punto centrale riguarda la trasparenza degli appalti e delle commesse pubbliche, considerata uno strumento essenziale per prevenire eventuali infiltrazioni criminali.
"Non basta presidiare i territori quando la tensione sale. Bisogna esserci prima, ogni giorno, con servizi, ascolto, prevenzione e politiche capaci di restituire fiducia alle persone", sostiene Possanzini.
"I cittadini non devono sentirsi soli": l'appello di AVS
Nel suo intervento, il consigliere invita le istituzioni a superare divisioni politiche e risposte frammentarie, costruendo una collaborazione stabile contro ogni forma di condizionamento criminale.
L'obiettivo, secondo Possanzini, deve essere quello di evitare che paura e sfiducia alimentino l'isolamento delle comunità, indebolendo il rapporto tra cittadini e Stato.
Una responsabilità che riguarda non soltanto le forze dell'ordine e la Magistratura, ma anche le amministrazioni pubbliche e la politica.
"Perché ogni bomba che esplode è un allarme. Ma il silenzio che la circonda rischia di diventare un problema ancora più grave", conclude Marco Possanzini.
Un appello che riporta al centro del confronto pubblico la sicurezza di Ostia, mentre proseguono gli accertamenti sull'esplosione di via dei Velieri e sulle sue cause.
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