Fiumicino, trasporto scolastico disabili nel caos: genitori esasperati, "I nostri figli pagano i disservizi"
Di Redazione il 21/10/2026
Nuovo incontro con gli assessori Caroccia e Picca e il consigliere Stasio, ma le famiglie denunciano ancora gravi difficoltà nella gestione del servizio affidato a Minerva. Sotto accusa orari rigidi, punti di raccolta e mancata attenzione alle esigenze sanitarie degli studenti. Chiesto il ritorno della competenza ai Servizi Sociali

Fiumicino (Rm) – Orari incompatibili con le terapie, punti di raccolta che non terrebbero conto delle condizioni degli studenti e famiglie costrette a riorganizzare continuamente la propria quotidianità. Non si placa la protesta dei genitori degli alunni con disabilità che usufruiscono del trasporto scolastico del Comune di Fiumicino, alle prese, secondo quanto denunciano, con disservizi e criticità legati alla gestione affidata alla società Minerva.
Lunedì 19 ottobre si è svolto un nuovo incontro tra una rappresentanza delle famiglie e l'Amministrazione comunale, dopo quello della settimana precedente con il sindaco Mario Baccini. Presenti gli assessori Angelo Caroccia, delegato ai Trasporti, e Monica Picca, responsabile delle Politiche Sociali, insieme al consigliere comunale Mauro Stasio.
Un confronto dal quale i genitori dichiarano di essere usciti ancora una volta delusi, lamentando l'assenza di soluzioni concrete a problemi che, sostengono, si trascinano dall'avvio della nuova gestione.
Trasporto scolastico disabili a Fiumicino, le famiglie denunciano disservizi e difficoltà quotidiane
Al centro della protesta ci sono le modalità organizzative del servizio, che secondo i genitori non risponderebbero adeguatamente alle necessità degli studenti con disabilità, alcuni dei quali presentano condizioni particolarmente complesse.
Durante la riunione, le famiglie hanno nuovamente illustrato le criticità già segnalate in precedenti occasioni, contestando soprattutto la rigidità degli orari e dei punti di incontro stabiliti dalla società incaricata.
"Come famiglie abbiamo denunciato ai referenti dell'amministrazione presenti alla riunione i disservizi insostenibili che i nostri ragazzi stanno subendo dalla nuova gestione del trasporto scolastico", affermano alcuni genitori.
Secondo quanto riferito, la società Minerva avrebbe giustificato le proprie modalità operative sostenendo che il trasporto scolastico non può essere equiparato a un servizio taxi e che gli utenti devono quindi attenersi agli orari e ai punti di raccolta prestabiliti.
Una posizione che le famiglie contestano, ritenendo indispensabile una maggiore flessibilità per gli studenti che devono conciliare la frequenza scolastica con percorsi terapeutici e assistenziali.
Terapie riabilitative e cure mediche, il nodo degli orari del trasporto
La questione più delicata riguarda proprio la compatibilità del servizio con le esigenze sanitarie dei ragazzi.
Diversi studenti, spiegano i genitori, devono sottoporsi a terapie riabilitative o trattamenti medici programmati in fasce orarie precise, che non sempre possono essere modificate.
La rigidità dei percorsi e degli orari rischierebbe quindi di compromettere l'organizzazione delle giornate, creando difficoltà non soltanto alle famiglie, ma anche agli istituti scolastici.
"Non è di certo di un taxi che i nostri figli necessitano, bensì di tener semplicemente conto delle reali esigenze primarie dei ragazzi, che devono seguire terapie riabilitative o trattamenti medicalizzati ad orari specifici", sottolineano i genitori.
Per le famiglie, il problema non è ottenere un servizio personalizzato senza regole, ma garantire che l'organizzazione del trasporto tenga conto delle condizioni e dei bisogni degli studenti più fragili.
Le critiche all'assessore Caroccia: "Abbiamo già segnalato tutto più volte"
Nel mirino della protesta finisce anche la gestione amministrativa della vicenda.
I genitori esprimono amarezza nei confronti dell'assessore ai Trasporti Angelo Caroccia, che, secondo la loro ricostruzione, durante l'incontro non avrebbe mostrato piena conoscenza della gravità delle problematiche segnalate.
Una circostanza che le famiglie giudicano particolarmente difficile da comprendere, considerando le numerose iniziative già intraprese per richiamare l'attenzione dell'Amministrazione.
Le criticità sarebbero state infatti rappresentate più volte durante sedute del Consiglio comunale e delle commissioni competenti, oltre che attraverso comunicazioni ufficiali, PEC di protesta e segnalazioni indirizzate agli uffici.
"Siamo amareggiati per l'atteggiamento dell'assessore ai Trasporti, Caroccia, che non era a conoscenza della gravità dei fatti e dei nostri problemi effettivi", dichiarano i genitori.
Secondo quanto emerso dal confronto, sarebbe previsto un ulteriore incontro con la società Minerva. Una prospettiva che, tuttavia, non sembra rassicurare le famiglie, ormai sfiduciate dopo settimane di difficoltà e richieste rimaste, a loro giudizio, senza risposte risolutive.
Picca e Stasio, il ringraziamento delle famiglie e la richiesta di riportare il servizio ai Servizi Sociali
Accanto alle critiche, i genitori esprimono invece apprezzamento per l'attenzione dimostrata dall'assessore alle Politiche Sociali Monica Picca e dal consigliere comunale Mauro Stasio.
Secondo le famiglie, l'Assessorato al Sociale sarebbe stato informato fin dai primi giorni delle problematiche legate all'avvio del servizio, mostrando maggiore sensibilità verso le difficoltà degli studenti.
Da qui nasce una richiesta precisa all'Amministrazione: riportare la gestione del trasporto scolastico per gli alunni con disabilità nell'ambito dei Servizi Sociali, anziché mantenerla sotto la competenza dell'area Trasporti.
Una proposta motivata anche dalla situazione organizzativa del settore, la cui dirigenza, secondo quanto riferito dai genitori, sarebbe attualmente affidata ad interim.
Le famiglie ritengono che una gestione maggiormente collegata alle politiche sociali potrebbe garantire una valutazione più attenta delle necessità individuali e una migliore integrazione tra trasporto, assistenza e percorsi sanitari.
Famiglie ancora in attesa di risposte: "Il servizio deve rispettare le esigenze dei ragazzi"
Al termine dell'incontro del 19 ottobre, la situazione resta dunque aperta.
I genitori chiedono interventi concreti sulle modalità di trasporto, una maggiore attenzione alle esigenze terapeutiche degli studenti e una revisione dell'organizzazione del servizio, affinché possa rispondere alle necessità delle persone con disabilità.
Sul piano amministrativo, resta da chiarire quali iniziative saranno adottate nei confronti della società affidataria e se verrà presa in considerazione la richiesta di trasferire la competenza ai Servizi Sociali.
"Dall'incontro usciamo, quindi, nuovamente delusi e amareggiati, ritrovandoci per l'ennesima volta in un limbo di attesa dove a pagarne le conseguenze sono i nostri figli che subiscono i disagi di un servizio inadeguato", concludono le famiglie.
Una protesta che pone al centro non soltanto l'efficienza del trasporto scolastico, ma soprattutto il diritto degli studenti con disabilità a un servizio capace di conciliare frequenza scolastica, percorsi di cura e necessità quotidiane.
Le contestazioni riportate rappresentano la posizione espressa dai genitori. Resta attesa una risposta sulle soluzioni operative che l'Amministrazione comunale e la società incaricata intendono adottare per superare le criticità segnalate.
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