“Accogliamo con favore la convergenza di posizioni tra gli enti competenti per giungere finalmente all’approvazione del Paino di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino. Non possiamo regalare opportunità alla concorrenza internazionale”

Fiumicino (Rm) - “Accogliamo con favore la convergenza di posizioni tra gli enti competenti per arrivare finalmente, dopo anni di ritardi e tempo prezioso perduto, all’approvazione del Piano di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino. Grazie all’impulso e all’attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, si può compiere un passo decisivo verso la realizzazione della quarta pista, un’infrastruttura strategica e un fondamentale volano di crescita economica, occupazionale e turistica per Roma e per l’intero Paese”. 

Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, e Simonetta Matone, deputata della Lega.

“Parliamo di un piano di investimenti da nove miliardi di euro, interamente finanziati attraverso capitali reperiti sul mercato, che rischiano di essere dirottati altrove a causa di vincoli, opposizioni e lungaggini burocratiche. Dopo tutto il tempo già perso, ulteriori ritardi nell’iter di approvazione sarebbero incomprensibili e inaccettabili. Auspichiamo che si proceda rapidamente, affinché queste risorse possano essere investite presto e bene, migliorando la sicurezza, l’efficienza e la capacità operativa di uno degli hub aeroportuali più importanti e prestigiosi al mondo, con ricadute positive sull’intero sistema della mobilità, del turismo e dell’accoglienza. Fiumicino rappresenta una porta d’accesso fondamentale all’Italia per milioni di turisti, imprese, investitori e delegazioni istituzionali. Continuare a rinviare significa frenare lo sviluppo della Capitale, mettere a rischio investimenti e posti di lavoro e favorire esclusivamente la concorrenza degli altri grandi aeroporti internazionali. Roma e l’Italia non possono più permetterselo. È il momento delle decisioni, non degli ostacoli burocratici”, concludono Santori e Matone.