05/12/2018

Porto commerciale di Fiumicino: l’Autorità portuale incontra Balnearia

Inserito in: Cronaca
Ieri l’incontro tra il presidente Di Majo e la delegazione di Balnearia – Assobalneari Fiumicino Federturismo Confindustria presso la sede di Fiumicino dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale

Fiumicino - Nella giornata di ieri, presso la sede di Fiumicino dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il Presidente Di Majo ha incontrato la delegazione di Balnearia – Assobalneari Fiumicino, Federturismo Confindustria.

Il colloquio, franco e proficuo, è stato incentrato sul tema della realizzazione del Porto Commerciale di Fiumicino e gli aspetti ambientali ad esso collegati.

E’ dal 1998, anno di presentazione della prima redazione progettuale del Porto, che i balneari pongono la loro massima attenzione per la realizzazione di questa importante infrastruttura, focalizzandone le eventuali pesanti ricadute territoriali, una su tutte, quella dell’erosione. Tutti hanno conoscenza dello stato gravissimo in cui versa la linea di costa di Fregene Sud, molti meno sanno che il fenomeno via via si sta estendendo sempre di più, fino ad interessare la zona centrale della spiaggia fregenate.

Qualora il Porto, come è stato stimato anche da tecnici competenti, avrà una diretta e violenta ripercussione su questo sistema già fragilissimo, tutta la costa subirà un danno fatale, ben oltre il nostro territorio, andando ad interessare quello di altri Comuni costieri limitrofi. Il presidente Di Majo, nel corso dell’incontro, ha dimostrato una nuova sensibilità ed attenzione, non riscontrate finora, rappresentando l’impegno da parte dell’Autorità Portuale a studiare soluzioni di protezione e ristoro anche di carattere economico, come richiesto dai balneari, per i danni eventuali arrecati dall’infrastruttura.

“L’incontro è stato molto importante”, dice Simonetta Mancini, Presidente di Balnearia- Assobalneari Fiumicino, “ perché dopo tanti anni si è colto, prontamente, da una parte che il Porto “potrebbe” fare ulteriori gravissimi danni a luoghi già allo stremo, dall’altra che lo sviluppo deve essere sostenibile, non solo a parole, monitorando ed assecondandone tutte le fasi realizzative fino a riconoscerne realisticamente eventuali compensazioni". 
Autore: redazione
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