17/01/2020

Ostia, Verdi: “Il Piano Utilizzo Arenili privatizza le spiagge. Stop all’iter”

Inserito in: Ambiente
Calcerano-Meli: “Con le Concessioni d’Ambito di fatto si trasferiscono ai privati la progettazione delle infrastrutture e la gestione di tratti di spiaggia libera facendo salvi pressoché tutti gli stabilimenti pre-esistenti, definititi ‘storici’ o espressione di ‘valore testimoniale’ solo perché insistono da tempo immemore sul litorale di Ostia”

Ostia - “La commissione ambiente del X Municipio di Roma ha espresso parere favorevole sulla bozza di Piano di Utilizzo degli Arenili. A nostro avviso, si dovrebbe ribattezzare il documento ‘Piano di privatizzazione degli Arenili’. Con le Concessioni d’Ambito, di fatto, si trasferiscono ai privati la progettazione delle infrastrutture e la gestione di tratti di spiaggia libera, peraltro facendo salvi pressoché tutti gli stabilimenti pre-esistenti, definititi ‘storici’ o espressione di ‘valore testimoniale’, solo perché insistono da tempo immemore sul litorale di Ostia, in alcuni casi con tanto di abusi edilizi, senza che qualcuno abbia mai avuto il coraggio di mettere in moto le ruspe”.

Così i co-portavoce dei Verdi-Europa Verde di Roma, Guglielmo Calcerano e Silvana Meli, che spiegano: “Il P.U.A. assegna al concessionario pianificazione, manutenzione e vigilanza su tutta l’area concessa, senza fissare criteri di dettaglio e standard uniformi di progettazione, senza prescrizioni ambientali, senza neppure precisare quali demolizioni dovranno essere eseguite a cura del gestore, nonostante, nel 2019, gli indennizzi dovuti dai balneari di Ostia per abusi accertati abbiano raggiunto la somma stratosferica di oltre 1 milione di euro, come documentato dallo stesso Municipio X. Roma Capitale, dunque, firma una delega in bianco ai concessionari, bypassando totalmente i cittadini, in barba al Regolamento sulla partecipazione [n. 57/2006] secondo cui la cittadinanza deve essere coinvolta non solo nell’adozione degli strumenti di pianificazione in senso stretto, ma anche sui 'progetti di trasformazione' e per la definizione di 'quadri strategici'. Non saranno i business plan degli aspiranti concessionari a conformarsi ai principi stabiliti dalla comunità ma, ancora una volta, i cittadini a doversi adattare agli interessi economici dei balneari, promossi da controllati a controllori di se stessi”.

“Per questo, – concludono Calcerano e Meli, – chiediamo lo stop dell’iter approvativo del P.U.A., l’avvio di tavoli partecipativi con i cittadini e lo svolgimento, entro la fine del 2020, delle gare per assegnare le concessioni, come imposto dalla Direttiva Bolkestein, inserendo direttamente nei bandi precisi oneri di demolizione. Sempre che l'Amministrazione a Cinque Stelle di Roma Capitale, queste gare, le voglia fare davvero".
 
Autore: redazione
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