19/02/2016

Frutterie e minimarket, Santori: ‘Presentato un esposto alla finanza’

Inserito in: Commercio
“Nella provincia di Roma si contano 7.857 imprese imprenditoriali straniere stando ai dati di Confcommercio”. Il consigliere lancia anche una petizione per chiedere al prefetto e al comando della guardia di finanza che “le regole del settore siano uguali per tutti”

Roma - Su frutterie, chioschi di fiori e minimarket Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, membro della commissione Sicurezza, ha presentato esposto alla finanza. Ed ha anche lanciato una petizione per chiedere al prefetto e al comando della guardia di finanza di Roma che “le regole del settore siano uguali per tutti”.

CONCORRENZA SLEALE - "Nascono come funghi ad ogni angolo di Roma e provincia, sono piccoli negozi di generi alimentari, mini market, frutterie e chioschi di fiori gestiti da stranieri extracomunitari. Il proliferare di questi esercizi solleva dubbi sulla loro effettiva legalità, sul rispetto delle norme igienico- sanitarie e delle regole fiscali. Sono tanti gli interrogativi in materia di concorrenza sleale e di garanzia per quanto concerne la provenienza dei prodotti messi in vendita e la cura nella conservazione ed immagazzinaggio della merce. Per questa serie di motivi, ho depositato un esposto alla guardia di Finanza", dichiara Fabrizio Santori.


LE IMPRESE STRANIERE - "Nella provincia di Roma, - continua Fabrizio Santori - stando ai dati di Confcommercio, si registrano 7.857 imprese imprenditoriali straniere, mentre le attività fioristiche regolarmente iscritte presso la Camera di Commercio sarebbero passate da 1.600 a 1.200. Molti di questi esercizi commerciali potrebbero essere abusivi. Non convincono i frequenti cambi di sede spesso immotivati. I titolari come i nomi della società risulterebbero mutare più volte nel corso dell'anno”.


I RISCHI - “Inoltre, la vendita a prezzi stracciati, circa la metà di quanto paghiamo la stessa merce al mercato o nelle botteghe storiche, pone dubbi sulla qualità dei prodotto e dunque è a rischio la salute dei cittadini. Senza dimenticare gli interrogativi che sorgono sul fatto che la manodopera sia adeguatamente stipendiata e comunque si prefigura una situazione di concorrenza sleale, mettendo a dura prova la tenuta economica delle attività di dettaglio penalizzando chi rispetta le regole. Per non tralasciare, infine, anche il problema dell'occupazione abusiva di suolo pubblico. Non ci vuole un occhio attento per accorgersi del costante stazionamento di cassette di frutta e verdura sui marciapiedi che ostacolano il passaggio dei pedoni".


L’ILLEGALITA’ - "Il permanere di potenziali situazioni di illegalità, - conclude Santori - soprattutto nel settore ortofrutticolo rischia di distruggere l'intero settore produttivo di piccole e medie imprese italiane e con gravi ricadute sui livelli di occupazione regolare. Per questo, è bene impedire la violazioni di normative fiscali e che siano fatti tutti gli accertamenti del caso, al fine di garantire la tutela della filiera del mercato ortofrutticolo, dei generi alimentari, così come della vendita di fiori e piante, nonché degli esercenti dei mercati rionali tradizionali e delle botteghe storiche".
 
Autore: Maria Grazia Stella
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